Sesso rumoroso: condannata, dopo il carcere multa, come…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2015 8:30 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2015 8:48

LONDRA – Una storia che ricorda il film del 1976 “Je t’aime, moi non plus”, ispirato all’omonima canzone “proibita” (in molti Paesi tra cui l’Italia lo fu davvero) di Jane Birkin e Serge Gainsbousg: è quella di Gemma Wale, mamma inglese di 22 anni con due figli e tanto amore per il sesso urlato. Sì, avete capito bene. Tanto che questo suo ardore vocale l’ha portata in tribunale.

La signora Wale in passato era già stata condannata per le urla moleste a cui sottoponeva i vicini che avevano in sorte di essere in casa quando lei soddisfaceva i suoi bollenti spiriti.

Le due settimane dietro le sbarre non devono aver placato Gemma, che si è trovata di nuovo nei guai per lo stesso motivo e ha dovuto pagare una multa da 150 sterline.

La sua vicina Ghazala Bibi ha raccontato ai giudici di aver più volte bussato alla porta della signora Wale, sperando di farla ragionare e, soprattutto, smettere di urlare. Ma invano. Tra l’altro la donna sarebbe portata a gridare non solo durante gli amplessi, ma anche nella vita quotidiana, per parlare o discutere con chi vive con lei. E agli inglesi, che avranno tanti difetti ma non sono come l’italiano meridionale medio, le grida non piacciono.

Alla fine la signora se l’è cavata con una multa, questa volta. Eppure avrebbe potuto semplicemente fare come fanno alla fine del film “Je t’aime, moi non plus” i due protagonisti: llei ama urlare mentre fa l’amore e così finisce per farlo in un camion in mezzo ad un campo. Circondati dal nulla.

Ecco la scena finale del film