Lamberto Dini, 84 anni, confessa: “Faccio sesso almeno…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Novembre 2015 10:08 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2015 10:08
Lamberto Dini (foto Lapresse)

Lamberto Dini (foto Lapresse)

ROMA – L’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, 84 anni, confessa: “Ho 84 anni ma per fare sesso non prendo aiutini di nessun tipo. Una volta alla settimana? In un matrimonio credo che sia veramente il minimo indispensabile”.

La rivelazione è dell’ex premier e Ministro del Tesoro, che a Un Giorno da Pecora, su Radio2, ha parlato (è una delle pochissime volte) della sua vita privata. “Mi sento molto fortunato, perché una cosa è l’età anagrafica e una cosa l’età biologica, io mi sento molto meno della mia età”, ha detto Dini. Ma se dice che una volta a settimana è il minimo indispensabile, vuol dire che lei‘pratica  almeno due volte? “Non quantifichiamo. Ma però…si”. C’è anche chi fa sesso una volta al mese…”Una volta al mese? E’ la morte del matrimonio”.

Lamberto Dini rivela che, quando era premier, veniva spiato e pedinato dai servizi deviati. Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, conduttori delle trasmissioni glii hanno chiesto se era vero che, in procinto di diventare premier, avesse subito delle minacce  da alcuni esponenti di Forza Italia. “Si, fui spinto a rinunciare all’incarico con delle minacce, ma io seguì alla lettera le intese intercorse tra il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi”. Ed è vero che appena eletto premier lei veniva pedinato? “Si, è vero, l’ho scoperto dopo”. Chi la pedinava? “In Italia ci sono i servizi deviati, persone vicine ai servizi segreti che però fanno un lavoro sporco e illegale. Pedinavamo me e anche mia moglie”. Si ricorda un episodio che riguarda questa vicenda? “Mia moglie, una volta, a Londra mi chiamò per dirle che la sua valigia in aeroporto non era arrivata quando doveva. All’interno c’erano gli organigrammi delle sue società. La valigia è arrivata dopo due giorni, e non era stato toccato nulla. Peccato che poi quei documenti vennero pubblicati da l’Espresso. Non ho mai saputo chi glieli avesse dati”.  Perché la pedinavano? “Forse perché volevo cogliermi in fallo, per poter dire ‘Dini sta facendo questo e quest’altro”.