Le Iene e il servizio sulle prostitute italiane in Svizzera: “Ecco quanto guadagniamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 aprile 2018 16:06 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2018 16:06
Le Iene e il servizio sulle prostitute italiane in Svizzera: "Ecco quanto guadagniamo"

Le Iene e il servizio sulle prostitute italiane in Svizzera: “Ecco quanto guadagniamo”

ROMA – “Le Iene”, in un servizio andato in onda nella puntata di mercoledì sera 18 aprile, hanno indagato sul fenomeno delle tante italiane che vanno a prostituirsi in Svizzera.

La prima ragazza che l’inviato intervista è Stefania: “Le straniere sembra che facciano chissà che, poi i clienti si lamentano tutti. Noi italiane siamo molto meglio, io sono richiestissima”.

“Qui riesco ad alzare anche 15-20mila euro al mese, in Italia me li sognavo – ammette – Affitto questa stanza per 100 euro al giorno, me la ripago velocemente e guadagno altri 400-500 euro al giorno, tutti i giorni. E poi siamo tutelate. In Italia ho lavorato anche per strada, poi spesso non venivo pagata, ma l’ho fatto lo stesso per non far mancare niente ai miei bambini”.

E ancora: “Qui vengono in tante. Chiedono consiglio a noi, magari in Italia fanno le commesse a 400 euro al mese. Sono ragazzine, di 18-20 anni, sono inesperte e impacciate. Tante ragazze sono del Sud”.

Lei lo fa per i suoi figli: “A loro non manca nulla, non vado fiera di ciò che faccio, ma quando penso che loro frequentano le scuole migliori e non hanno alcun problema, sono soddisfatta”.

Poi è il turno di Marina, siciliana: “Ho fatto la cameriera, la commessa, la barista – dice – Vado con chi voglio, se un uomo non mi piace non ci vado. Un lavoro normale in Italia? Posso farlo quando voglio, ma per ora resto qui. E poi si pagano troppe tasse…”.

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E ancora, Giulia, napoletana: “Lavoravo 7 giorni su 7, un mio amico mi ha parlato di questo locale: gli ho detto portami, voglio vedere com’è. Sono due anni che in discoteca la do via gratis, almeno qui mi pagano – scherza – Secondo me se porti qualsiasi ragazza a fare questo lavoro, farebbero tutte i salti di gioia”.

Poi è il turno di Elena, di Milano: “Per me è un lavoro come un altro – dice – io lavoro principalmente nel weekend perché non ho l’università. Voglio pagarmi gli studi, fare shopping, viaggiare, essere indipendente, e lavorando qui posso farlo. In Italia però non lo farei, mi sembra tutto troppo sporco”. E conclude: “In un’azienda mi darebbero 400 euro al mese con uno stage, io qui 400 euro li faccio in due ore”.

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