Lettera a casa: “Lei è stato con una prostituta”. Firmato… il Comune di Roma

di Emiliano Condò
Pubblicato il 9 febbraio 2015 12:00 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2015 12:11
Lettera a casa: "Lei è stato con una prostituta". Firmato... il Comune di Roma

Lettera a casa: “Lei è stato con una prostituta”. Firmato… il Comune di Roma (foto LaPresse)

ROMA – La scena che ha in mente Ignazio Marino è più o meno questa qui: un colpo di citofono di buon mattino e un postino che chiede di scendere per ritirare una raccomandata. La signora si veste, scende, saluta, firma e ritira la lettera. Lettera che smonta una famiglia.  Perché su quella lettera, immagina il sindaco di Roma che vuole contemporaneamente i quartieri a luci rosse e la tolleranza zero per chi a prostitute va fuori dal perimetro, c’è scritto che il signor Rossi (nome di fantasia non particolarmente fantasioso) deve pagare una sanzione da 500 euro per essere stato con una prostituta fuori dalla zona prevista.

E’ verosimile che il signor Rossi sia marito o figlio della signora Rossi. E che sulla lettera firmata dal Comune di Roma ci sia scritto tra le righe  proprio questo: signora, suo marito va a prostitute dove non si può. Quindi deve 500 euro a noi e qualche spiegazione a lei. Curioso. Se il signor Rossi invece che con una prostituta avesse ricevuto una qualsiasi altra comunicazione amministrativa gli sarebbe arrivata una raccomandata anonima, senza l’oggetto dell’infrazione. E il signor Rossi avrebbe avuto il diritto di scegliere se ritirarla lui o farla ritirare a qualcuno con delega.

Giusto o sbagliato che sia non è il punto, perché trattasi di opinabile. Il punto è che è assolutamente illegale. Non lo consente, prima ancora che il buon senso, la legge sulla privacy. Il presidente dell’autorità Garante Antonello Soro si è premurato di farlo capire in modo chiaro al sindaco a mezzo stampa. Con la legge attuale non si può fare, e non è neppure buona idea pensare di cambiare la legge. Perché la comunicazione di un divieto di sosta dovrebbe arrivare in forma anonima e quella di un’altra infrazione amministrativa (di questo stiamo parlando) dovrebbe diventare una pubblica gogna? Non si sa.

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C’è un sindaco che contraddice se stesso: da un lato vuole una capitale moderna, una Roma modello Amsterdam con libertà di esercitare la prostituzione e frequentare le prostitute. Dall’altra c’è questa volontà punitiva a doppia sanzione, amministrativa e morale: sei stato con una prostituta 5 km più in là e quindi ti punisco con la gogna familiare e con tutte le conseguenze che ne derivano. Qualcosa decisamente non torna.