Luca Nicoletti, ginecologo accusato di abusi: 40 sue pazienti in piazza per lui

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2015 13:31 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 13:33
Luca Nicoletti, ginecologo accusato di abusi: 40 sue pazienti in piazza per lui

Luca Nicoletti, ginecologo accusato di abusi: 40 sue pazienti in piazza per lui

IMPERIA – Quattro giorni fa l’arresto con l’accusa terribile di aver molestato le sue pazienti, una ragazzina di 16 anni e una ventiseienne al quarto mese di gravidanza. Ieri, 5 marzo, 40 signore sono scese in piazza per difenderlo. Sono anch’esse sue pazienti, hanno protestato davanti alla caserma dei carabinieri a Imperia perché volevano testimoniare in suo favore ma i militari non hanno voluto riceverle. E’ stato poi l’avvocato difensore del medico, Simone Vernazza, a convincerle a desistere: “Ho spiegato loro che avremmo registrato noi le loro parole”.

Il professionista accusato di violenza sessuale aggravata è Luca Nicoletti, ginecologo di 53 anni, genovese, che prestava servizio presso l’ospedale di Imperia. Il gip lo ha liberato dagli arresti domiciliari ma gli ha imposto l’obbligo di dimora a Genova, dove risiede: misura che gli impedisce di fatto di tornare a lavoro. Le indagini che hanno portato al suo arresto sono scattate dopo la denuncia delle due presunte vittime. Ma la differenza numerica con le donne scese in piazza ad Imperia è imbarazzante. Si sono organizzate anche su Facebook con una pagina intitolata “Io sto con Luca”: in pochi giorni hanno già raccolto più di 600 adesioni.

Erika Dellacasa per il Corriere della Sera, ha raccolto alcune testimonianze:

«È il mio ginecologo e mi ha aiutato e sostenuto nei momenti bui. È il migliore» scrive A.B., oppure «non credo a una sola parola, noi pazienti siamo tutte con te Luca», S.C., e ancora «mi ha salvato la vita», «andiamo in piazza, glielo dobbiamo, lui per noi c’è sempre stato anche quando avrebbe potuto spegnere il cellulare come fanno tanti».

Persino le ostetriche della Asl di Imperia hanno fatto sentire la loro voce solidale con una lettera aperta:

“Sono più di dieci anni che lavoriamo al tuo fianco e abbiamo potuto apprezzare la tua professionalità, la tua passione per il lavoro e la voglia di crescere che hai trasmesso a tutti noi… il nostro affetto e la nostra vicinanza in questa assurda vicenda”.

La prima a parlare di dubbi palpeggiamenti al seno è stata la sedicenne. Poi attraverso le indagini, i carabinieri hanno riscontrato la medesima esperienza nel racconto di una donna incinta di 26 anni:

“In entrambi i casi — si è difeso il medico — si trattava di normali procedure e manipolazioni mediche. Le pazienti hanno equivocato, non so spiegarmi quello che è successo”.

Ma mentre altre pazienti si mobilitano in sua difesa, riporta il Corriere, al vaglio degli inquirenti ci sarebbero nuove accuse.