Luciano Martino è morto. E’ stato il re dei B movie, lanciò Edwige Fenech

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Agosto 2013 6:00 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 10:23
Giovannona Coscialunga, uno dei film di Luciano Martino

Giovannona Coscialunga, uno dei film di Luciano Martino

ROMA – Un centinaio di film come produttore, alcune decine come sceneggiatore: tra la seconda metà degli anni ’60 e gli anni ’80 tanto, tantissimo, cinema di genere italiano, quello che riempiva le sale prima della crisi dell’esercizio cinematografico e dell’avvento della pirateria è passato per lui. Avrebbe compiuto 80 anni a dicembre Luciano Martino, morto oggi in Kenya.

Con il fratello regista Sergio è stato protagonista di una factory di B movie oggi cult dei vari generi, dal peplum ai “poliziotteschi” alle commedie sexy di quei tempi. Titoli come Milano Trema – La polizia vuole giustizia, I giganti di Roma ma soprattutto quel lunghissimo elenco di film che ancora oggi sono nell’immaginario di tanti, sexy e pruriginosi negli anni in cui non c’era il sesso free su internet e il massimo era il lato B di Nadia Cassini o Edwige Fenech sotto la doccia.

Producendo film come ‘Giovannona coscialunga disonorata con onore’, ‘Quel gran pezzo dell’Ubalda‘, le lunghe serie dell’insegnante o della soldatessa, ‘Cornetti alla crema’ ha di certo un posto nella storia del cinema italiano. Ha lanciato tante bellezze dell’epoca, incluse Barbara Bouchet, Gloria Guida ma soprattutto ‘ha inventato’ Edwige Fenech che è stata poi sua compagna per tanti anni.

Verso metà degli anni ’80, quando i cinema cominciavano a far posto ai supermercati, Martino si era orientato verso la fiction tv producendo serie come Turbo o film tv come Segreto di stato di Giuseppe Ferrara. A lui si deve, era il 1987, il debutto dell’allora sconosciuta Nicole Kidman che scelse per il tv movie Un’australiana a Roma. ”Luciano – ha raccontato il fratello Sergio, contattato dall’Ansa – amava stare a Malindi, anche se era afflitto da un brutto male. Ieri sera stava bene, a parte una febbricola, ha cenato con alcuni amici. Poi stanotte è stato colpito da un edema polmonare ed è morto durante il volo verso Nairobi. Forse – conclude – ha fatto la fine che voleva”.

Edwige Fenech singhiozza: ”Ci siamo voluti tanto bene, è una vita di rispetto che se ne è andata oggi. Siamo stati uniti, quanto è stato parte della mia vita. Sono talmente addolorata che mi è difficile parlare ora di lui’. Lino Banfi con affetto ne ricorda la carriera e la redditività: ”A Luciano Martino devo tanto: abbiamo percorso un lungo pezzo di strada insieme, punteggiata da oltre 40 film che lui ha prodotto e che in gran parte ha diretto il fratello Sergio”. Tra gli aneddoti, Banfi racconta: ”Per scherzo da trent’anni a questa parte io ed Edwige Fenech, dicevamo sempre che avrebbe dovuto mettersi sul comodino una foto di entrambi, della stessa grandezza: ti abbiamo fatto arricchire, lo provocavamo. E lui rispondeva: anch’io vi sono stato utile. Aveva ragione”.

Dopo varie apparizioni in ruoli secondari, ”tra soldatesse, dottoresse e liceali – scherza Banfi alternando la commozione al sorriso – il mio primo ruolo da protagonista risale al film La dottoressa ci sta col colonnello (1980). L’ultimo che abbiamo realizzato insieme è L’allenatore nel pallone 2. In mezzo ci sono tante partecipazioni: posso dire con orgoglio che nel ‘ramo didattico’, come lo chiamavamo goliardicamente, aver cominciato come bidello, poi sono stato promosso a professore e perfino a preside. Mi è mancato soltanto il passaggio a provveditore agli studi”. Film scollacciati? ”Erano pulitissimi. Anche perché – scherza – le attrici erano continuamente sotto la doccia”. Dopo tante esperienze insieme ”è rimasta fra noi una grande amicizia: era un gran signore, gli ho voluto molto bene”.