Mamma vende la figlia di 16 anni per farla prostituire alla stazione Termini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2015 13:27 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2015 13:27
Mamma vende la figlia di 16 anni per farla prostituire alla stazione Termini

La stazione Termini di Roma

ROMA – Il sacerdote che scrive romanzi pedopornografici, il giro di bambini rom offerti per rapporti sessuali nei bagni della stazione per poche decine di euro e anche una madre che vende la propria figlia. Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma parlano di una ragazzina rom di sedici anni venduta dalla madre ad alcuni adulti che l’hanno usata sessualmente. La madre, una quarantenne romena che vendeva abusivamente biglietti del treno proprio a Termini, è adesso indagata.

Due gli episodi contestati dalla Procura, raccontano Michela Allegri e Adelaide Pierucci sul Messaggero:

“Il primo risale al 18 agosto dello scorso anno. Ripresa dalle telecamere degli agenti della Polfer, l’adolescente viene abbordata da un soggetto che gli inquirenti conoscono: lo stanno tenendo d’occhio perché lo hanno visto accompagnarsi nei giorni precedenti con alcuni giovanissimi. I due prendono insieme la metro, scendono a Tiburtina, si dirigono verso il cimitero del Verano. Poi, si appartano in un corridoio nascosto. L’uomo viene arrestato in flagranza. Interrogato, dichiara: «Cinque mesi fa ho conosciuto la mamma della ragazzina, lei si lamentava delle loro precarie condizioni, quindi la sostenevo in diverse occasioni con offerte di denaro e di cibo. È stata lei a propormi di incontrare sua figlia, in quanto capendo la mia bontà decideva di fare aiutare anche la minore». La sedicenne, sentita dagli inquirenti, tenta di coprire la mamma: «Ho incontrato un uomo che mi ha dato da mangiare, siamo andati a passeggiare a Tiburtina, mi ha dato un bacio sulle guance. Mia madre non lo conosce, mi avrebbe detto di non andare».

Il secondo episodio risale al settembre 2014 ed è avvenuto alla stazione di Latina.

“È mattina quando gli inquirenti assistono a una scena che lascia poco spazio all’immaginazione. Nel piazzale della stazione si ferma una Range Rover rossa, guidata da un uomo. L’indagata raggiunge l’automobile, scambia qualche parola con il conducente «facendo ampi gesti con le braccia come per spiegargli un punto da raggiungere». Il fuoristrada si allontana e raggiunge una piccola via laterale. «Circa due minuti dopo, la minore usciva da un varco dello scalo e si recava velocemente dove poco prima si era diretto l’uomo» è scritto gli atti. Interrogato, il conducente della Range Rover dichiara: «Ricordo che quella mattina la donna mi ha avvicinato proponendomi una prestazione sessuale per 30 euro. Io non ho accettato perché non avevo la disponibilità della somma e perché non mi fido dei rom».