Marlon Brando: “Michael Jackson? Quella sera mi convinsi che era un pedofilo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Agosto 2019 16:57 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019 16:57
Marlon Brando e Michael Jackson

Marlon Brando e Michael Jackson

ROMA – Marlon Brando ha raccontato di essersi accorto che Michael Jackson era un pedofilo dopo una serata passata insieme al Neverland Ranch. La sua testimonianza fu rilasciata ai magistrati nel 1994 e poi recuperata dal Los Angeles Times e pubblicata.

All’epoca della testimonianza, il re del pop era stato indagato per due volte per molestie sui minori. Per le prime accuse non fu processato, mentre la seconda volta nel 2005 finì a processo. Brando ha testimoniato ai pubblici ministeri circa un episodio avvenuto nel ranch del cantante. La sua testimonianza sarà inserita nel podcast Telephone Stories: The Trials of Michael Jackson, curato da Brandon Ogbor e in programma sul sito Luminary. 

Nella deposizione ai magistrati, l’attore parla di una conversazione avuta con il cantante durante una cena al Neverland Ranch: “Stavamo parlando delle emozioni umane e di dove esse arrivino. Gli chiesi se fosse ancora vergine e cominciò a sghignazzare e ad arrossire. Mi disse solo: ‘Oh, Brando’. E allora insistetti: ‘Dunque, come fai con il sesso?’. Arrossì e si imbarazzò moltissimo”.

Nella testimonianza si legge: “Michael vive in un mondo completamente diverso, non vive emozioni reali. Mi ha detto che odia suo padre ed è scoppiato in lacrime. Per questo non ho insistito, ho proseguito in punta di piedi, ho capito che viveva una vita difficile, nell’isola che non c’è, impossibile per un 35enne, specialmente se ha a che fare con lo show business”.

L’attore racconta di aver chiesto a Jackson se si masturbasse: “Gli ho chiesto ‘Allora, chi sono i tuoi amici?’. Mi ha risposto: ‘Non conosco nessuno della mia età. Non mi piace nessuno della mia età’. Ho insistito: ‘Perché no?’. E lui ha replicato: ‘Non lo so, non lo so!’. Stava piangendo così forte, che… ho cercato di calmarlo. Ho cercato di aiutarlo in ogni modo”.

Poi aggiunge: “Era ragionevole concludere che poteva aver avuto qualcosa a che fare con quei ragazzini. La mia impressione è che non abbia voluto rispondermi, perché aveva paura di farlo”. Ogbor, che cura il podcast, ha commentato: “Diversamente da tutte le altre persone che hanno ‘accusato’ Jackson, Brando non voleva e non aveva bisogno di nulla dalla pop star e offre informazioni che non sono mai emerse. Se Brando fosse vivo probabilmente vorrebbe che queste parole fossero cancellate”. (Fonte Il Giornale)