Martha McSally, senatrice Usa e prima top gun in guerra: “Stuprata in aeronautica, anche da superiore”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 7 Marzo 2019 0:41 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2019 7:25
Martha McSally, prima top gun Usa racconta stupri in aeronautica

Martha McSally, senatrice Usa e prima top gun in guerra: “Stuprata in aeronautica, anche da superiore”

WASHINGTON – Stuprata dai suoi superiori quando era diventata la prima top gun della storia dell’aeronautica militare degli Stati Uniti. Martha McSally, 52 anni, oggi è una senatrice statunitense e ha annunciato di essere anche lei una “sopravvissuta” e di non aver denunciato prima perché si vergognava e credeva nel sistema. 

La McSally è stata la prima top gun a volare in combattimento e ha rappresentato un passo avanti per le donne nella carriera militare, una pioniera. Eppure, racconta, ha pagato caro questo primato: “Anche io sono una sopravvissuta. Non ho denunciato i miei aggressori perche’ non credevo nel sistema, perché ero confusa e mi vergognavo”. Tra i colleghi che l’hanno violentata, anche un superiore.

La senatrice è stata solo una delle tante donne soldato che ha voluto testimoniare al Senato in una udienza sugli sforzi dell’esercito per prevenire gli assalti sessuali e migliorare le risposte verso le vittime, in un’epoca in cui il movimento #Metoo non risparmia nessuno e gli assalti sessuali nelle caserme sono saliti del 10% nel 2017. Ma la sua notorietà e le sue accuse contro il cameratismo maschile, amplificano l’onda d’urto della sua toccante deposizione.

La McSally è infatti una veterana, diventata colonnello dopo 36 anni si servizio. E’ stata la prima donna ad aver pilotato un jet in guerra, sia in Iran che in Kuwait, ma anche la prima donna comandante di una squadra di caccia militari. Nel 2001 aveva fatto causa al Pentagono contro l’obbligo per le donne soldato americane in Arabia Saudita di indossare un copricapo fuori dalla base. E lo scorso anno aveva già rivelato al Wall Street Journal che era stata abusata dal suo coach di atletica alla scuola superiore. 

McSally parla ora di “perpetratori”, lasciando intendere di essere stata aggredita più di una volta, ma non fa i loro nomi e non precisa neppure se successe all’Air Force Academy o quando entrò in servizio attivo. “Sono rimasta in silenzio per molti anni, ma più tardi nella mia carriera, mentre l’esercito era alle prese con gli scandali, e le sue risposte erano completamente inadeguate, ho sentito la necessità di far conoscere ad alcune persone che anche io ero una sopravvissuta”, ha detto quasi singhiozzando, riferendosi a ufficiali cui aveva confidato i suoi terribili segreti.

E parlando del suo disgusto per le mancate risposte delle forze armate e di molti comandanti che non hanno affrontato il problema della cattiva condotta sessuale, ha aggiunto: “Rimasi inorridita da come veniva gestito il mio tentativo di condividere le mie esperienze. Mi sono quasi separata dall’Air Force dopo 18 anni di servizio per la mia disperazione. Come molte vittime, ho sentito che il sistema mi stava stuprando di nuovo”.

L’ex top gun ha dipinto un ambiente nel quale le molestie e gli abusi sessuali erano diffusi e le vittime in gran parte soffrivano in silenzio. Per questo si è detta “grata” a tutte le donne che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto per cambiare il sistema. “Abbiamo fatto molta strada per fermare le aggressioni sessuali nell’esercito ma abbiamo ancora molta strada da fare”, ha ammonito, sottolineando che “sono stati persi troppi anni e sono state rovinate troppe vite”.

Fonte Ansa