Il maschio Usa “si fa” di testosterone e ottiene infarto in cambio di sesso

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 6 Febbraio 2014 13:36 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2015 13:29

sessoNEW YORK – La virilità dei maschi americani è in caduta libera, il testosterone cala e con lui qualità e quantità dell’attività sessuale. E tra i maschi a stelle e strisce spopolano i farmaci a base proprio di testosterone, un vero e proprio “boost” come recitano gli slogan delle cause farmaceutiche. Peccato che, in cambio di una rinnovata vigoria, il prezzo da pagare sia un’impennata delle malattie cardiovascolari. Infarto in cambio di sesso, quando il rimedio è peggio del male.

“Pur di non accettare l’invecchiamento – scrive Federico Rampini su Repubblica – preferiamo schiantarci con un infarto. Dopo il Viagra arriva l’effetto “T”, la nuova farmaco-mania che ingrassa i profitti dell’industria e distrugge la salute di molti uomini. L’allarme viene dagli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration (l’authority federale che controlla anche i medicinali) ha deciso di aprire un’inchiesta. Sotto accusa: i trattamenti ormonali, sotto forma di farmaci o “integratori alimentari”, a base di testosterone. La campagna per venderli è martellante, basta accendere la tv a qualsiasi ora del giorno per essere bombardati dalle pubblicità. Gli spot mettono in scena uomini di mezza età che hanno segnali di affaticamento, perdono energia, e soprattutto sentono affievolirsi il desiderio sessuale. “Non accettate passivamente, reagite”. (…) L’allarme nasce però dalla cura: è peggiore del male. Un editoriale del New York Times riprende l’avvertimento contenuto in uno studio della University of California, Los Angeles, e patrocinato dal National Institutes of Health. I farmaci a base di testosterone, dimostra questa ricerca compiuta su un campione di 48.000 uomini di mezza età, raddoppiano i rischi di malattie cardiovascolari. Nel caso di individui già predisposti, la probabilità d’infarto viene triplicata con l’assunzione del “fattore T”. Un’altra ricerca uscita sulla rivista scientifica PloS One dimostra che bastano soli tre mesi di cure a base dell’ormone, per raddoppiare la frequenza di attacchi cardiaci tra gli uomini over-65, e anche tra i più giovani che abbiano qualche predisposizione”.

Il problema esiste davvero e il boom dei farmaci e rimedi vari a base di testosterone non è solo figlio del bombardamento a suon di campagne pubblicitarie messo in campo dalle aziende del settore. Come diversi studi medici rilevano il calo dell’ormone nella popolazione maschile degli Stati Uniti esiste ed è eccezionale. Il medico internista e dietologo John La Puma del Policlinico di Santa Barbara, California, conferma sul New York Times che il calo del testosterone è una sorta di epidemia di massa: “Il livello medio nei maschi americani è sceso dell’1% all’anno, da diversi decenni, come dimostra uno studio pubblicato da The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”. Una percentuale anomala della popolazione maschile è “al di sotto dei livelli normali, stimati fra 220 e 350 nanogrammi di testosterone per ogni decilitro di sangue”. Un declino dell’ormone in questione è naturale e fisiologico con l’invecchiamento, ma questa diminuzione viene accelerata da altre patologie, a partire dall’obesità, e a malattie a questa spesso collegate come il diabete. Ci sono poi altri coimputati come i farmaci a base di steroidi, e oppiacei. Ma deprimono il testosterone anche additivi e materiali chimici come il Bisfenolo-A usato negli imballaggi di plastica per alimenti. Che la diminuzione di testosterone sia quindi un problema reale e serio non si discute: “oltre agli effetti sul desiderio sessuale, genera stanchezza, e indebolisce la densità delle ossa”.

Ma la soluzione che va per la maggiore oltreoceano è peggiore del male che dovrebbe affrontare. Attività fisica, una dieta sana, una vita meno sedentaria sarebbero i comportamenti in grado di riportare i livelli di testosterone nella norma. Ma le cattive abitudini sono le più difficili da abbandonare e così pochi, pochissimi americani scelgono queste soluzioni semplici, efficaci e soprattutto senza rischi. Un integratore invece, una pillola che promette miracoli a letto come nello sport e nelle varie attività quotidiane sono decisamente più accattivanti. Anche se in dote portano l’infarto…