Melfi, i tre operai della Fiat fuori dai cancelli: “Non ci fanno lavorare”

Pubblicato il 24 Agosto 2010 11:49 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2010 11:49

La valutazione sulle strategie legali da attuare nel confronto con la Fiat sui lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) licenziati e poi reintegrati – ma ieri bloccati subito dopo aver attraversato i cancelli della fabbrica – sta impegnando stamani gli avvocati e i dirigenti della Fiom.

Ieri sera, la formalizzazione della denuncia penale contro la Fiat per non aver rispettato la sentenza di reintegro del giudice del lavoro ha attuato una delle due ”mosse” individuate. L’altra è la richiesta allo stesso giudice che ha deciso il reintegro, Emilio Minio, di precisarne l’applicazione: tale richiesta è allo studio stamani. Intanto, i tre operai reintegrati – che l’azienda vorrebbe trascorressero i loro turni in fabbrica in una saletta sindacale, regolarmente pagati fino al ricorso sulla riammissione, il 6 ottobre, ma lontani delle linee di produzione della ”Punto Evo” – stanno pensando di tornare oggi 24 agosto in fabbrica.

La decisione se varcare di nuovo i cancelli non è  ancora stata presa: verrà definita più tardi anche sentendo il parere degli avvocati e della Fiom.

Ecco intanto le immagini di ieri 23 agosto. I tre, poco dopo essere entrati, hanno lasciato lo stabilimento. All’esterno, i rappresentanti sindacali si sono stetti intorno agli operai. ”Non vogliamo essere confinati – ha spiegato Barozzino ai numerosi giornalisti presenti – in una saletta sindacale che è distante centinaia di metri dalla fabbrica dove lavorano i nostri colleghi. Dalla saletta – ha concluso – non potremmo parlare con nessuno. Per rivendicare i nostri diritti siamo disposti a venire in fabbrica ogni giorno”: