Milano, fotografò sotto la gonna di 5 mila donne. Ma giudici: “Se ignare non è reato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2015 11:53 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 11:53
Milano, fotografò sotto la gonna di 5 mila donne. Ma i giudici: "Se ignare non è reato"

Milano, fotografò sotto la gonna di 5 mila donne. Ma i giudici: “Se ignare non è reato”

MILANO – Era il 20 agosto del 2013 quando lo beccarono a fare foto sotto la gonna di ignare passanti alla Stazione Centrale di Milano. La guardia giurata si giustificò asserendo di coltivare una “passione per il cinema neorealista”. Il suo obiettivo era proprio quello di evitare che le signore, se “riprese consapevolmente, perdessero spontaneità”. Ne ha fotografate più di 5mila a bordo di treni, tram, bus e metrò ma per il Tribunale di Milano non è reato. O meglio, i giudici non sono stati in grado di individuarlo: se le donne erano ignare di quanto stava loro capitando e pure anonime, è il ragionamento, non è dimostrabile alcun danno alla loro persona.

Scrive Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera:

“Non la violazione del trattamento dei dati personali, perché è reato che comporta un danno, e invece il fatto che le donne «siano rimaste completamente ignare di essere filmate», unito all’impossibilitata loro identificazione, «induce a ritenere non provato il nocumento arrecato dalla condotta» del fotografo occulto.

E neppure è contestabile il reato di violenza privata che tutela «la libertà morale da intendersi come libertà di determinarsi spontaneamente», perché anche qui «l’assenza di percezione di essere state riprese» fa sì che non si possa ritenere lesa la libertà psichica delle donne filmate”.

Morale della favola: l’uomo è stato assolto per le suddette ipotesi di reato. Ma è stato condannato a 2 anni e 10 mesi per la detenzione di immagini pedopornografiche e di munizioni illegali trovategli a casa.