Miss svedese sequestrata e violentata per mesi da “agente di modelle” a Milano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2015 12:43 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 12:44
Miss svedese sequestrata e violentata per mesi da "agente di modelle" a Milano

Miss ad un concorso

MONZA – Dalle passerelle di Miss Universo all’appartamento di uno stupratore che l’ha tenuta segregata per sei mesi. Una modella svedese di 23 anni, arrivata a Milano in cerca di lavoro, è stata liberata dai carabinieri dall’appartamento di Cinisello Balsamo (Milano) in cui un uomo che si era finto agente di moda, in realtà con precedenti proprio per stupro, l’aveva picchiata, torturata e violentata.

Sono stati dei vicini di casa a chiamare i militari dopo aver sentito delle urla. E così è venuto fuori che l’uomo era uscito di galera nel 2013 dopo una condanna per aver sequestrato e stuprato una giovane modella bielorussa.

Eppure all’inizio l’uomo era apparso molto dolce e premuroso alla modella. La aveva contattata su Facebook fingendosi un agente di modelle, promettendole un futuro come fotomodella per marchi importanti. Poi aveva iniziato a corteggiarla.

Era “molto romantico”, ha raccontato la stessa donna agli investigatori. Lei è andata a vivere da lui, a Cinisello Balsamo. E a quel punto è iniziato l’incubo. Lui ha iniziato a picchiarla, l’ha tenuta immobilizzata per settimane, legandola al letto e violentandola ripetutamente. Da settembre, riferisce Ferdinando Baron sul Corriere della Sera, il trattamento disumano si è prolungato fino a marzo. Lui le ha tolto cellulare e documenti, ma le faceva contattare i genitori via Facebook o via Skype per non farli insospettire.

Scrive Baron:

“Sabato sera la donna, forze ritrovando un po’ di forze, ha avuto il coraggio di urlare a più non posso. Ha preso un’altra scarica di botte, ma la sua voce è stata udita dai vicini di casa dell’uomo, che hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Cinisello e del comando di compagnia di Sesto San Giovanni. Quando il violentatore si è affacciato sulla soglia di casa, ha cercato di minimizzare l’accaduto: «Ma no, non è successo niente, ho litigato con la mia fidanzata». Visti i precedenti, tuttavia, i carabinieri sono entrati nell’appartamento, dove hanno trovato la ragazza in precarie condizioni di salute. Solo quando i militari l’hanno calmata e portata fuori dall’appartamento, allora la donna si è resa conto di essere stata liberata”.