Molestie alla figliastra di 12 anni su Facebook: condannato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2014 11:56 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2014 11:56
Molestie alla figliastra di 12 anni su Facebook: condannato

Molestie alla figliastra di 12 anni su Facebook: condannato

ROMA – Già in passato l’uomo era stato processato per abusi sessuali sulla stessa ragazza ma aveva continuato ad ossessionarla. Quattro anni di carcere per un informatico che si era invaghito della dodicenne. La assillava su Facebook fingendosi un coetaneo.

Scrive Adelaide Pierucci sul Messaggero:

Si è invaghito della figlia della compagna e per anni, di nascosto, l’ha corteggiata come fosse l’amante. Lei 12 anni e lui un informatico di 45 che per farla cadere nella trappola l’ha circuita in ogni modo, anche fingendosi un sedicenne con un profilo Facebook falso. Era la trappola che aveva inventato per farle “confessare” i sogni e i desideri che una bambina di quell’età può avere. Un gioco segreto sigillato anche con rose, cuoricini e simboli tipici dei giovanissimi. Ieri, però, per il patrigno pedofilo è arrivata la condanna a 4 anni di carcere.

I giudici della II sezione del Tribunale hanno riconosciuto le richieste del pm Claudia Terracina che ha giudicato quel rapporto malato come una violenza sessuale in presenza di una condizione di inferiorità psichica. L’imputato, infatti, raggirava la vittima con l’astuzia, approfittando della sua ingenuità tanto che aveva continuato a perseguitarla anche quando gli abusi erano venuti a galla: ha tappezzato le strade che percorreva con messaggi amorosi stampati su adesivi e manifesti con su scritto «Ci siamo amati e ci ameremo per sempre». Deliri firmati con il sigillo della rosa.

Per il pubblico ministero, il patrigno «aveva indotto la minore a compiere atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità e dipendenza psichica. La ragazza è stata per anni vittima di abuso sessuale da parte dell’indagato che da quando era in età prescolare fino ai 14 anni, aveva convissuto con la madre assumendo un ruolo genitoriale». Fatti per cui l’uomo era già stato condannato a due anni. Una sentenza che non lo aveva fatto desistere visto che aveva continuato ad assillarla fino a compiere violenze più gravi. Come portarla, di nascosto da una psichiatra «per convincerla dell’autenticità dei suoi sentimenti» e rubarne di nuovo l’intimità. Rincuorati per la condanna sia la vittima che i genitori assistiti dall’avvocato Pierluigi Galella (…)