Monza, la donna con le mani trapiantate lascia l’ospedale

Pubblicato il 15 novembre 2010 18:45 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2010 18:31

Carla potrà tornare ad abbracciare i suoi figli e il marito. La casalinga di 52 anni di Busto Arsizio, a cui sono state trapiantate entrambe le mani all’ospedale San Gerardo di Monza, le protesi proprio non le sopportava: ha quindi chiesto già dal 2008 di essere messa in lista per un trapianto, e oggi finalmente ha visto realizzarsi il suo desiderio.

”Una decisione, quella del doppio trapianto, che abbiamo preso senza esitazione – spiega Massimo Del Bene, direttore del reparto di Chirurgia plastica ricostruttiva e chirurgia della mano al San Gerardo -. Una persona senza mani né piedi non può alzarsi dal letto se non arriva qualcuno ad applicarle le protesi; ora Carla potrà provvedere da sola, con un miglioramento incredibile della qualità della propria vita”.

Carla, infatti, sopportava male le protesi bidigitali, o “a pinza”, che le erano state applicate. E’ stata seguita dall’ equipe di psicologia clinica di Umberto Mazza e nell’aprile di quest’anno tutto era pronto; mancavano solo le mani, e l’11 ottobre è arrivata la notizia che all’ospedale di Cremona erano disponibili gli arti di una donna di 58 anni appena deceduta.

In meno di 2 ore si è iniziato a trapiantare le nuove mani di Carla e già  il giorno dopo la donna ha mostrato i primi segni di mobilità alle dita. Cala poi è stata trasferita nelle camere sterili del Reparto di ematologia e trapianto di midollo osseo diretta da Enrico Maria Pogliani, dove è rimasta fino a sabato13 novembre, il giorno in cui è stata dimessa.

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L’operazione è stata possibile grazie alle cellule staminali della paziente. Questa tecnica, come ha spiegato il professore Del bene che dirige l’unità operativa di Chirurgia plastica ricostruttiva, dimezza il rischio di rigetto: “Sono state prelevate dalla paziente alcune cellule staminali che, dopo essere state espanse e congelate sono state utilizzate durante l’intervento” .

La signora, di una forza straordinaria, ha affrontato tutto con estrema serenità e forza d’animo. “La prima cosa che farò appena mi toglieranno le bende sarà mettere le mani sotto il rubinetto per cercare di sentire scorrere l’acqua sulle mani”.

Ora dovrà affrontare anche una lunga fisioterapia ma la forza d’animo per tornare ad una vita quasi normale, sicuramente non manca.

Ecco le immagini della donna che lascia l’ospedale: