Napoli, sedia incatenata? La prostituta è con un cliente: il codice in strada

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2014 1:11 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 1:12
Napoli, sedia incatenata? La prostituta è con un cliente: il codice in strada

Napoli, sedia incatenata? La prostituta è con un cliente: il codice in strada

NAPOLI – Una sedia incatenata ad un albero in una strada della zona industriale di Napoli. Questo il segnale che le prostitute che frequentano la zona lasciano ai propri clienti per avvertirli che sono impegnate con un altro cliente. Trans, prostitute dell’est Europa, dell’Africa e anche italiane. Tutte avvisano i clienti: la sedia è incatenata? Aspettami e tornerò tra poco.

Vincenzo Ammaliato su Il Mattino scrive:

“L’offerta è particolarmente eterogenea, e i clienti sono numerosi. Insomma, dove fino alla deindustrializzazione dell’area si vedevano all’opera eserciti di operai, dipendenti e fornitori, adesso ci sono quasi esclusivamente operatori di prestazioni sessuali a pagamento e chi è all’ossessiva ricerca di questa particolare offerta”.

E quelle sedie in via delle Brecce, scrive Ammaliato, non servono solo per riposare:

“Ma anche per altro: come segnale per i clienti abituali. Le sedie, infatti, non restano tutto il giorno nella strada, ma solo il tempo in cui le prostitute coprono il turno di lavoro. A spiegare bene il servizio delle sedie vuote sul ciglio del marciapiedi di via Delle Brecce é Silvia, una giovane e avvenente ragazza di origine albanese. Silvia lavora in questo tratto di strada da un paio d’anni. E giura di non avere alcun protettore”.

Il messaggio per i clienti è facile:

“A fine turno la porta via con sé. In questo modo i suoi clienti abituali sanno che non è a lavoro, e se desiderano una sua prestazione devono tornare il giorno dopo. Viceversa, se la sedia si trova allo stesso posto, vuota, significa che la ragazza è impegnata con un altro cliente. E quindi, che bisogna aspettare il proprio turno, senza andare via o, peggio, con una concorrente. A fine turno Silvia stacca la catena della sedia e la porta via con sé”.