Napoli, ragazza violentata in ascensore alla stazione della Circumvesuviana

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2019 20:04 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2019 9:16
Napoli, donna violentata in ascensore alla stazione della Circumvesuviana

Napoli, donna violentata in ascensore alla stazione della Circumvesuviana (foto archivio Ansa)

NAPOLI  –  Stupro di gruppo in un ascensore della stazione di San Giorgio a Cremano (Napoli) della ferrovia Circumvesuviana. Intorno alle 18 di martedì 5 marzo, con la stazione affollata di persone che rientravano a casa dal lavoro, tre ragazzi hanno circondato una giovane di 24 anni e l’hanno violentata. I tre sono stati fermati il giorno dopo.

La donna, che abita a Portici (Napoli), in lacrime e con i vestiti strappati è stata soccorsa poco dopo e trasportata in stato di choc all’Ospedale Villa Betania di Napoli. Sul posto è intervenuta anche la polizia, e la giovane ha sporto denuncia. Gli agenti stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza, che potrebbero fornire elementi utili per identificare gli stupratori. A bordo dell’ascensore sono stati eseguiti anche i rilievi della polizia scientifica.

L’episodio riaccende i riflettori sulla questione sicurezza a bordo di una linea tra le più affollate e problematiche della Campania, dove nel 2013 furono addirittura utilizzate per alcuni giorni scorte armate a bordo dei convogli, dove spadroneggiavano vandali e baby gang.

La stazione di San Giorgio a Cremano è già finita più volte sotto i riflettori della cronaca: appena un mese fa sono stati ripristinati i murales di Massimo Troisi e Alighiero Noschese, entrambi nati qui, vandalizzati con vernice spray nell’ottobre scorso. E nel marzo scorso a San Giorgio fu bloccata una baby gang di ben 19 ragazzi, tra i 14 e i 16 anni, che si preparava a salire su un treno armata di coltelli, mazze e tirapugni.

Ma è lungo l’elenco degli episodi di teppismo e violenza verificatisi lungo le linee della Circumvesuviana, che collega Napoli con alcune decine di comuni dell’hinterland. Tre anni fa un gruppo di vandali costrinse un capotreno a fermare un convoglio, per poi scendere e bersagliarlo di pietre; pochi giorni prima una passeggera era stata ferita proprio da un lancio di sassi.

Il primo maggio 2013 il treno su cui viaggiava l’allora ministro per i beni culturali, Massimo Bray, diretto a Pompei, fu costretto a fermarsi per atti vandalici: episodi che si susseguirono anche nei giorni successivi, tanto da spingere l’Eav a far viaggiare sui treni, per qualche tempo, guardie giurate armate. 

Fonte: Ansa