Nepal, il grande mattatoio: migliaia di animali macellati in onore di dea indù FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2014 17:25 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2014 17:32

BARIYAPUR (NEPAL) -Sacrificio rituale di massa in Nepal, dove sono stati massacrati migliaia di animali in onore di una divinità, fra le proteste degli animalisti. Il rito è avvenuto nel week end nel remoto villaggio di Bariyapur, vicino al confine con l’India. Il luogo, in questi giorni è diventato il più grande macello del mondo in occasione del festival di Gadhimai, potente e sanguinaria dea indù.

I sacrifici avvengono nei pressi del tempio dedicato alla divinità e sono iniziati con l’uccisione di migliaia di bufali per poi continuare con il sacrificio di altri animali. Il rituale è iniziato a mezzanotte sotto l’occhio di 1200 poliziotti. Nella cerimonia inaugurale sono stati sacrificati una capra, un topo, un pollo, un maiale e un piccione.

Per Sita Ram Yadav, un contadino di 55 anni, l’atmosfera a Bariyapur con la presenza di migliaia di persone, era festosa come quella di un “carnevale”. Anche lui, come tanti altri, ha portato un dono alla dea: “Offro una capra a Gadhimai – ha spiegato – per proteggere la mia famiglia. Se ci credete, soddisfa i vostri desideri”.

Nella precedente mattanza del 2009, sono stati decapitati o macellati 30omila animali, rendendo l’evento il più grande sacrificio di animali mai organizzato al mondo.

Secondo gli animalisti di Animal Equality si è trattato di un mattatoio a cielo aperto. Migliaia di animali, durante i due giorni del festival vengono uccisi a colpi d’ascia perché i fedeli ritengono di compiacere attraverso la sofferenza e la morte di questi animali la dea Gadhimai, ottenendo così in cambio salute e prosperità.

Il governo nepalese, in questi anni ha provato in tutti i modi di vietare di riprendere e fotografare il massacro. Ma Animal Equality è riuscita comunque a documentare la brutalità attraverso un drone. Oltre a loro, la mattanza è stata documentata anche da diverse agenzie fotografiche.

Qualcosa però negli anni sta cambiando. Squadre di volontari locali hanno provato a controllare che l’ordinanza del governo indiano che vieta il trasporto di animali verso il Nepal abbia trovato reale attuazione. A quanto pare ci sarebbero riusciti: il divieto di trasporto di animali ha fatto infatti ridurre del 69 per cento il numero di animali sacrificati. 

Il video del drone pubblicato dal Corriere Tv:

Le immagini del rito indù, sconsigliate ad un pubblico sensibile: