Omicidio Jill Dando, sulla Bbc una foto truculenta della conduttrice tv uccisa

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 aprile 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2019 20:31
Omicidio Jill Dando, sulla Bbc una foto truculenta della conduttrice tv uccisa

Omicidio Jill Dando, sulla Bbc una foto truculenta della conduttrice tv uccisa

ROMA – Una foto scioccante della scena dell’omicidio, ancora irrisolto, della conduttrice televisiva Jill Dando, uccisa 20 anni fa davanti alla sua abitazione, è stata mandata in onda dalla BBC nel documentario “The Murder of Jill Dando”.

Il 26 aprile 1999, la 37enne conduttrice di Crimewatch fu colpita alla testa con un colpo di arma da fuoco davanti alla sua abitazione a Fulham, Londra.

La raccapricciante foto mostra il sangue della giornalista, volto di punta della BBC, che è schizzato sulla porta e ha lasciato una scia sul percorso che porta all’entrata della casa. Disseminati sulla scena del delitto ci sono degli oggetti e accanto alla porta c’è la sua borsa.

L’omicidio irrisolto di Jill è uno dei crimini più infami degli ultimi 20 anni, osserva il Daily Mail; nel 2001 fu condannato Barry George ma dopo aver scontato sette anni di prigione, fu poi assolto. Nel documentario “The Murder of Jill Dando” ci sono interviste ai familiari e ad alcuni dei più alti ufficiali di polizia che seguivano le indagini.  

A scoprire il corpo senza vita è stata Helen Doble, una vicina, e nella telefonata alla polizia si sente mentre dice: “Qualcuno è collassato. Sembra sia Jill Dando. C’è molto sangue”. L’operatore le chiede con calma di avvicinarsi e controllare se la donna respiri. Doble risponde: “Non sembra che respiri. Il sangue esce dal naso e le braccia sono blu”. L’operatore le chiede nuovamente di controllare se respira e singhiozzando la Doble dice: “No, non penso che sia viva. Mi dispiace”. 

L’ispettore capo Hamish Campbell, della polizia metropolitana, che ha indagato sull’omicidio, nel documentario afferma: “A volte sembrava che mancasse poco per risolverlo e altre volte, pensavo no, siamo molto lontani”.

Il documentario ha rivelato l’avvenimento decisivo dietro le quinte dell’inchiesta sull’assassinio di Dando: ha mostrato come una particella di residuo di arma da fuoco trovata nella casa di Barry George sia diventata la prova principale contro di lui.

Le prove sui residui di arma da fuoco furono screditate nel 2007 nell’appello di George, quando la condanna per omicidio fu annullata. È stata ritenuta inammissibile come prova nel processo del 2008 ed è stato prosciolto. 

Nel documentario parla anche l’attuale direttore generale della BBC Tony Hall, all’epoca capo del notiziario BBC, che stato preso di mira con minacce telefoniche nelle settimane successive all’omicidio di Jill Dando.
“Abbiamo ricevuto tre chiamate ai centralini della BBC di Londra e Belfast”, ha affermato, “Ho ascoltato la voce di un uomo che diceva sarei stato il prossimo. Cosa significava? Era o no una minaccia?” ma la polizia prese seriamente il tenore delle telefonate. 

Hall ha esplorato alcune delle teorie sull’omicidio: una è la pista serba, la Dando fu uccisa per rappresaglia poiché svolgeva un lavoro riguardante la guerra in Kosovo e in quel periodo a Belgrado un missile Nato aveva colpito il quartier generale di Radio Television Serbia omologa della BBC in cui persero la vita 17 persone dello staff. (Fonte: Daily Mail).