Ostia, accoltellata e gettata in un canale. Ipotesi branco o prostituzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 11:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 11:15
(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

OSTIA (ROMA) – Aggredita dal branco o punita perché non voleva prostituirsi: è questa la storia di M.A., 20 anni, la donna romena ritrovata ieri, mercoledì 28 maggio, in fin di vita sull’argine del Canale della Lingua, a Casal Palocco,all’incrocio con via Perseo di Cizio. Trovata e soccorsa da un passante la donna aveva ferite da arma da taglio sullo stomaco e alle mani. Adesso la giovane è ricoverata all’ospedale Grassi di Ostia: è in prognosi riservata ma, fanno sapere i medici, salvo complicazioni si salverà.

“La donna – spiega il responsabile del Pronto soccorso, Flavio Soleo – è in uno stato anemico evidente, scioccata perché ha subito un’aggressione. Il chirurgo ha parlato di svariate ferite da taglio, non recentissime”.

Le coltellate, secondo la ricostruzione dei medici, sono state inferte almeno 12/18 ore prima del primo soccorso. Addirittura, la ragazza al momento della visita, aveva un paio di minuscoli cerotti sulle ferite addominali, evidentemente sistemati da lei stessa.

“Sembrerebbe – dice un investigatore – un tentativo di violenza sessuale non riuscito per la strenua resistenza della giovane oppure una severa punizione impartitale per aver tentato di uscire da un giro losco“.

“La ragazza di circa 20 anni – ha dichiarato Flavio Soleo, direttore pronto soccorso ospedale Grassi di Ostia – è arrivata in ospedale in condizioni discrete ed era cosciente. Dall’esame clinico esterno, il chirurgo ha rilevato delle ferite da taglio tra l’addome e il torace, è stata inviata subito in sede radiologica per fare una Tac e poi è stata portata in sala operatoria. La donna è in uno stato anemico evidente, scioccata perché forse ha subito un’aggressione. Il chirurgo ha parlato di svariate ferite da taglio, non fatte mercoledì mattina; non è però riuscito a finire l’esame clinico obiettivo perché i tempi tra l’entrata in pronto soccorso e la sala operatoria sono stati brevissimi”.