Patrizia D’Addario in aula riascolta: “200 euro per…” e scoppia a piangere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2014 16:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2014 18:55
Patrizia D'Addario in aula riascolta: "200 euro per..." e scoppia a piangere

Patrizia D’Addario in aula riascolta: “200 euro per…” e scoppia a piangere

BARI – Patrizia D’Addario è in tribunale per il processo escort a Bari. In aula ascolta un’intercettazione vecchia di qualche anno, quella in cui al telefono contratta una prestazione sessuale con un uomo. E scoppia a piangere, lasciando l’aula, gli avvocati e i magistrati proprio mentre deponeva.

E’ successo al tribunale di Bari. La D’Addario, escort divenuta famosa per le sue dichiarazioni sulle feste romane di Berlusconi, ha cominciato a piangere mentre i pm facevano ascoltare in aula una telefonata intercettata il 2 ottobre 2008 tra lei e l’imputato Massimiliano Verdoscia. Durante la conversazione la donna pattuiva il compenso da 200 euro per una prestazione sessuale. L’udienza è stata momentaneamente sospesa in attesa del rientro in aula della testimone.

Poi la D’Addario ricorda le serate a palazzo Grazioli:

“Il tavolo della sala da pranzo di Palazzo Grazioli era pieno di farfalle: sulle bottiglie, sul lampadario. Io non capivo – aggiunge – ma poi me l’hanno spiegato. Quelle farfalle avevano un significato: rappresentavano la parte intima delle donne. Insomma era una cena piena di farfalle, in tutti i sensi, compresi i doni del dopocena. C’erano almeno 20-25 ragazze e gli unici uomini erano Gianpaolo Tarantini e Berlusconi. Il presidente però rivolgeva le sue attenzioni solo a me”.

Patrizia D’Addario, nella sua deposizione, riferisce altri particolari di quelle serate. “Eravamo quattro ragazze sul letto con Berlusconi. All’improvviso ho sentito che mi accarezzavano in un posto in cui non dovevano. Siccome io un’orgia non l’ho mai fatta, sono corsa in bagno perché volevo andare via da Palazzo Grazioli. Berlusconi mi ha raggiunto e mi ha calmato perché aveva capito che avevo problemi. Le altre tre ragazze hanno detto: Amore, vai via?'”.

“Dopo avermi tranquillizzato, il presidente – continua la testimone – mi portò in una stanza e mi fece vedere le ville che ha nel mondo e parlammo di materiale edile. Dopo un po’ lasciai il palazzo e tornai in albergo”. Nel corso della deposizione, la D’Addario dice anche di aver saputo da Tarantini di presunti rapporti non protetti di Berlusconi con le ragazze, mentre Tarantini scuote la testa e dice al suo avvocato che non è vero. La escort barese ricostruisce in particolare la prima cena a cui partecipò a Palazzo Grazioli, il 26 ottobre 2008, al termine della quale decise di non passare le notte con l’allora premier. “Alla cena – afferma – c’erano tante donne, alcune delle quali erano vestite ma non avevano gli slip, le ho viste mentre erano sedute”.

E ancora, un episodio:

Qualche tempo dopo la seconda cena a Palazzo Grazioli, “un carabiniere in borghese entrò a casa mia, mi bloccò e tentò di violentarmi. Io riuscii a scaraventarlo già dalle scale e chiusi la porta. Lui cominciò a tirare calci e pugni alla porta. Qualche giorno dopo – ha aggiunto – lo stesso uomo mi fermò per strada per un controllo, la stessa persona tornò successivamente a bussare a casa mia, ma io non aprii. Il giorno dopo subii un furto: mi portarono via un televisore, cd, vestiti e tanta biancheria intima”. La testimone ha detto di non aver mai denunciato il tentativo di violenza, ma solo il furto subito.