Pedofilia, Bagnasco: “Denuncia non obbligatoria per rispetto alle vittime”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 marzo 2014 14:02 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 17:58
Angelo Bagnasco

Angelo Bagnasco

GENOVA – “Non è un no alla denuncia ma un’ attenzione verso le vittime e risponde a ciò che i genitori ritengono meglio per il bene dei propri figli. Per noi l’obbligo morale è ben più forte dell’obbligo giuridico, e impegna la Chiesa a fare tutto il possibile per le vittime”. Lo ha detto il presidente della Cei Angelo Bagnasco, parlando di pedofilia da parte di religiosi.

Bagnasco si è riferito alle linee guida della Cei in materia di pedofilia pubblicate venerdì secondo le quale i vescovi non sono ”pubblici ufficiali” e dunque non sono obbligati a denunciare all’autorità giudiziaria casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che sono di loro conoscenza. Il porporato è intervenuto a margine del seminario regionale di studio sulla scuola che si sta svolgendo a Genova.

“Questa questione – ha aggiunto Bagnasco – rientra in un contesto più ampio in cui il punto fondamentale è la cooperazione con l’autorità giudiziaria”. “Il Vaticano prescrive di rispettare le leggi nazionali e sappiamo che la legge italiana non riconosce questo dovere” di denuncia.

“Ma ciò che è più importante – ha aggiunto – è il rispetto delle vittime e dei loro familiari che non è detto vogliano presentare denuncia, per ragioni personali. Bisogna essere molto attenti affinché noi sacerdoti, noi vescovi non andiamo a mancare gravemente di rispetto alla privacy, alla discrezione alla riservatezza e anche ai drammi di eventuali vittime che non vogliano essere ‘messe in piazza’, brutalmente parlando”.

“Questo – ha concluso – è un aspetto su cui dobbiamo riflettere. Noi pastori abbiamo molto riflettuto e questa ragione ci è parsa importantissima. A seconda di quello che può essere la posizione dei familiari delle vittime si può decidere nei casi concreti”.