Pescara, don Vito Cantò rischia espulsione da Chiesa: sospetti abusi su minore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2014 13:20 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014 13:20
Pescara, don Vito Cantò rischia espulsione da Chiesa: sospetti abusi su minore

Pescara, don Vito Cantò rischia espulsione da Chiesa: sospetti abusi su minore

PESCARA – Don Vito Cantò rischia rischia l’espulsione dalla Chiesa. Il parroco di Pescara è accusato di abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni nella chiesa di Villa Raspa. Il processo penale canonico è iniziato per il prete di 42 anni e volge quasi al termine, e ora anche il pm Salvatore Campochiaro ha avviato un’inchiesta sul caso.

Paola Aurisicchio su Il Centro edizione Pescara scrive:

“La Chiesa processa don Vito per abusi. Per la prima volta nella provincia e, caso raro nella regione, la Chiesa sta processando un chierico finito sotto processo non per accuse come ad esempio la calunnia o la diffamazione ma per quella più grave di abusi su un minore, il reato per cui un paio di anni fa la Santa Sede aveva aggiornato la normativa canonica di riferimento sui «delitti eccezionalmente gravi».

Don Vito Cantò, il prete che 16 mesi fa era stato allontanato dalla chiesa di Villa Raspa e sospeso dalle mansioni sacerdotali da monsignor Tommaso Valentinetti, è stato da poco “rinviato a giudizio” dal tribunale in formazione collegiale composto da tre giudici ecclesiastici mentre le altre parti sono rappresentate dal promotore di giustizia, l’equivalente del pm nel processo civile, e da un sacerdote avvocato che si occupa della difesa di don Vito”.

Oltre al processo canonico per gli abusi, che sarebbero avvenuto tra il 2011 e il 2012 c’è poi l’inchiesta della Procura:

“Accanto al processo canonico c’è poi l’inchiesta penale del pm Salvatore Campochiaro che sta dirigendo le indagini della squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana che parla attraverso quindi il codice penale e il reato 609 quater perché, come recita il capo d’imputazione, «don Vito avrebbe compiuto atti sessuali sul minore di 16 anni che gli era stato affidato per ragioni di educazione religiosa». Per questo procedimento che corre parallelo a quello canonico, il pm ha chiesto l’incidente probatorio, ovvero di acquisire la testimonianza del minore che entrerà direttamente nel processo”.

Il parroco ora rischia di perdere lo stato clericale:

“Ma cosa rischia in questo caso don Vito? Lasciando sempre aperta la strada dell’assoluzione, il parroco originario di Cepagatti, rischierebbe dalla pena più blanda, come una limitazione del ministero o l’obbligo di dimora in una struttura protetta come un monastero oppure la più alta prevista: la dimissione, la perdita dello stato clericale.

Il processo canonico, di norma, si svolge nel luogo dove è stato commesso il delitto che, in questo caso, sarebbe Villa Raspa di Spoltore e quindi don Vito potrebbe essere processato nella curia di Pescara anche se non è escluso che la sede sia un’altra. Il processo civile, invece, si trova ancora in una fase embrionale perché la richiesta formulata dal pm di incidente probatorio deve essere accolta dal giudice per le indagini per le indagini preliminari”.