Porno equo-solidale e master: le ultime frontiere di un’industria in crisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2014 15:22 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2014 15:31
Porno equo-solidale: l'ultima frontiera di un'industria in crisi

Porno equo-solidale: l’ultima frontiera di un’industria in crisi

ROMA –  Porno in Italia, industria in crisi? Arriva il porno etico. Girare film nel nostro Paese è quasi impossibile, tra tasse e divieti. Le case di produzione scappano ma i fruitori sono sempre di più. Fioriscono le scuole e nasce il porno equo solidale. Sì, avete capito bene: porno etico. Sesso recitato che rispetti l’altro, anche quando il rapporto è a pagamento. Nasce così Come4, primo sito porno (italiano) no-profit con contenuti sessuali prodotti dagli utenti, riferisce Elena Stancanelli su Repubblica. Gli introiti del sito, a pagamento, vanno in beneficenza, tanto per non farsi mancare nulla. Dedicata alle donne è un’altra casa produttrice di porno americana, la Pink&White, sul proprio blog spiega come realizzare film eticamente sostenibili e nel rispetto della persona. L’idea del porno etico è anche portata avanti dal collettivo di registe Le ragazze del porno (Regina Orioli, Anna Negri e Roberta Torre) che hanno lanciato una campagna di crowdfunding per realizzare un film che sia allo stesso tempo “pop, godibile e consapevolmente politico”. Per chi volesse intraprendere questa e altre strade del porno c’è solo l’imbarazzo della scelta, in quanto a scuole. Sul web quelle più affidabili, scrive Repubblica, si trovano nel Regno Unito: sono l’A2Z Pornstars e Porn Weekender. Offrono corsi per attori hard, pornoturismo, visite sui set dei film e shooting privati.  Si impara a recitare ma anche a crearsi un proprio sito web. Ma chi pensa di poter diventare ricco si deve ricredere: la paga è di circa 250 euro a scena per un uomo e 500 per una donna. In media si gira una scena al giorno, che però può essere ripetuta anche per dieci ore. Si va avanti per circa cinque giorni di lavorazione. Nei night è difficile lavorare (e soprattutto guadagnare) se prima non si è passati dai set. Difficile anche fare i soldi con le video-chat: si guadagna qualche centesimo al minuto. Un lavoro come un altro. In crisi come gli altri.