Puzza, cacca, culo: le nuove frontiere della biometrica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2015 18:10 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2015 18:10
Puzza, cacca, culo: le nuove frontiere della biometrica

I dispositivi biometrici finora sono in grado di riconoscere le persone partendo dagli occhi, dalla faccia o dalle impronte digitali (LaPresse)

ROMA – Non solo la tua faccia, i tuoi occhi, le tue dita: la tua puzza, il tuo culo, la tua cacca. Stiamo parlando della scienza biometrica, quella del riconoscimento delle persone attraverso parti del corpo, che sta avanzando verso frontiere molto più intime ed imbarazzanti.

Il “Puzza detector”. Ognuno di noi ha un odore caratteristico, unico e irripetibile così come le impronte digitali. È prodotto da un gruppo di geni collegati al nostro sistema immunitario, chiamato “Complesso maggiore di istocompatibilità” o MHC, dall’inglese Major Histocompatibility Complex. È quello che determina la combinazione chimica di odori che il nostro corpo secerne tramite il sudore e le urine. Ovviamente il tipo di alimentazione e i fattori ambientali giocano un ruolo nel nostro odore, ma la componente genetica è unica per ogni individue.

Quindi vuol dire che c’è un macchinario che può scannerizzare il nostro odore e risalire al nostro codice fiscale? No. Non ancora. Gli scienziati non hanno ancora trovato un naso elettronico in grado di risalire al 100% all’identità di una persona partendo dal suo odore. Ma l’uomo può avvalersi già di un “dispositivo bio-tech” in grado di riconoscere la differenza di odore fra due gemelli omozigoti, di ritrovare una persona seguendo la pista dell’odore a partire solo da un indumento, anche da un cappello: è il cane, che al momento funziona come “puzza detector” meglio di qualunque macchinario possa inventare l’uomo.

Il “Cacca-scopio”. Nel nostro corpo ci sono molti, ma molti più germi che cellule. Circa il 2% della nostra massa corporea è fatta di batteri, funghi e altri microbi che chiamano “casa” il corpo umano. Niente di allarmante. Solo i nostri batteri sono 10 volte le nostre cellule, ma la convivenza fra uomini e batteri è per lo più pacifica. Anzi, si può parlare di simbiosi. Noi gli diamo casa e nutrimento, e i batteri ci aiutano a proteggerci da invasori più pericolosi. L’ecosistema dei microbi che vivono nel nostro corpo si chiama microbioma, che così come l’odore e le impronte digitali cambia da individuo a individuo. I ricercatori hanno scoperto che i batteri presenti nel nostro tratto intestinale lasciano una chiara “firma” genetica nelle nostre feci. Con quella “firma” test di laboratorio sono stati in grado di risalire all’identità dell’86% dei “donatori” volontari partendo dalle loro feci. Non siamo ancora pronti per usare questa imbarazzante prova in tribunale, ma presto ci arriveremo.

Il “Riconosci-culo”. Un team di ingegneri giapponesi sta lavorando ad un dispositivo in grado di riconoscere il vostro prezioso fondoschiena. Già qualche anno fa il signor Koshimizu, ingegnere meccanico, concepì un coprisedile biometrico per le automobili. Con 360 sensori, il foglio di tessuto crea un profilo individuale delle “estremità” di ciascun conducente, in base alle dimensioni, la forma, la distribuzione del peso, e i punti di pressione. Il profilo viene memorizzato nel sistema informatico della vettura, e solo chi corrisponde a quel profilo può mettere in moto la macchina.

Si è scoperto che il riconosci-culo è abbastanza preciso. Ci ha preso nel 98% delle volte, nei test fatti in laboratorio. I risultati del team di Koshimizu sono stati pubblicati nel 2012. Quanto alla commercializzazione di un siffatto “scanner”, non è stato fatto poi più nessun annuncio. Ma ciò non esclude che presto potremmo ritrovarci “seduti sulla notizia”.