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Libia. “A Sarkozy l’odore del petrolio. A noi la puzza di m… degli immigrati”, lo sfogo di Radio Padania

ROMA – “A Sarkozy l’odore del petrolio. A noi la puzza di merda degli immigrati”. A Radio Padania va in scena la rabbia dei leghisti provocata dall’intervento italiano in Libia. Tra gli interventi durante le trasmissioni di domenica, riportate dal Corriere della Sera, eccone una carrellata: “Se ci ciucciano il petrolio che ci arrivava dalla Libia, noi finiamo in braghe di tela”. “Se ci fosse stato un ministro degli Esteri della Lega avrebbe alzato un po’ più la voce. Magari facendo sponda con la Germania”. “Diciamolo, sono mancate le palle”.

C’è poi chi attacca Berlusconi: “Se avesse un minimo di orgoglio dovrebbe sprofondare. Ha firmato un contratto di amicizia con Gheddafi. Sapevamo che era dittatore. Poi si rimangia tutto e apre le basi all’Europa che vuole solo il petrolio di Gheddafi. Ma è un premier? Ha dignità? Può fare questa figura con un beduino?”.

“Mai avrei pensato di rimpiangere Andreotti”, commenta il conduttore Lorenzo Busi, amareggiato perché “non abbiamo un ruolo internazionale e i politici sembrano occupati a risolvere problemi personali”. È grande la paura di una “invasione di clandestini”.

“Questi non ce li scolliamo più. Perché ormai sono rifugiati”, spiega un ragazzo. “Voi giovani fate qualcosa. Torniamo indietro. Tanto la faccia l’abbiamo persa. Almeno salviamo qualcosa: mandiamogli i tunisini”. “A noi i profughi, agli altri le immense ricchezze della Libia”.

Con la Francia e il suo presidente ce l’hanno in molti. La conduttrice Camilla, da Bovisio, lo bacchetta: “Sarkozy c’ha preso per il culo”. Una signora invita i “bravi ragazzi” leghisti a scendere in piazza: “Non è anti costituzionale dichiarare una guerra se la nostra Costituzione la aborrisce? Perché non andiamo a dirglielo sul muso?”.

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