Rocco Siffredi: “Sesso, bugie e politica perversa. Chiodi? Meglio Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2014 12:23 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014 12:23
Rocco Siffredi: "Sesso, bugie e politica perversa. Chiodi? Meglio Berlusconi"

Rocco Siffredi: “Sesso, bugie e politica perversa. Chiodi? Meglio Berlusconi”

ROMA – “L’Italia è un paese antimoderno. Il regno del bigottismo esasperato e della doppia morale. Che dopo aver peccato, il politico si debba mostrare contrito, puritano o ipocrita è persino banale”. Parola di Rocco, Rocco Siffredi da Ortona, Abruzzo, la stessa regione di Gianni Chiodi liquidato dal re del porno con poche battute: “Vede, Berlusconi ci avrebbe almeno risparmiato il particolare miserabile. I trecento euro, mamma mia. Rispetto a certi abissi, Berlusconi si è comportato con assoluta signorilità”.

L’intervista completa:

Questa volta la commedia era ambientata in Abruzzo.

Dove vive gente normale che in linea di massima, per quel che so, ha solidissimi valori. In Abruzzo purtroppo, come in molti altri luoghi distanti da metropoli o grandi agglomerati, la vista della figa può provocare allucinazioni.

Tentazioni esclusivamente provinciali?

Ovviamente no, è solo più facile che accada di perdersi e muovendosi maldestramente, di essere scoperti. Resta il fatto che pur bellissimo, l’Abruzzo resti un po ’ periferico. Nei miei ricordi di ragazzino, Pescara somigliava a New York.

Certa politica abruzzese confina con Las Vegas.

Se hai avuto relative esperienze sessuali, coccarde, ruoli di comando o corti adoranti possono farti smarrire il senso del limite. Su vicende simili, Risi e i suoi compagni di commedia hanno costruito gallerie di mostri o di indimenticabili corrotti. L’uomo impazzisce, perde la testa, diventa bulimico e per l’avventuretta è pronto a vendersi l’appartamento, la casa di campagna e se serve, anche la moglie.

Sembra sia successo esattamente questo.

Purtroppo non lo ammetterà nessuno. Mai che ci tocchi sperare in un bel colpo d’ala, in un’ammissione virile, in un momento di liberatorio situazionismo. In un sorprendente: “Sì l’ho fatto perché ne avevo voglia e ora ne pago le conseguenze”. Non c’è coerenza, coraggio, dignità. E non si capisce il perché. Come stiano esattamente le cose l’hanno capito tutti.

E come stanno, Rocco?

Stanno che la coerenza è vista con sospetto e nessuno dice mai realmente ciò che pensa. Non siamo in Germania o in Olanda. Siamo in Italia, un paese antimoderno. Il regno del bigottismo esasperato e della doppia morale. Che dopo aver peccato, il politico si debba mostrare contrito, puritano o ipocrita è persino banale. Fa parte del gioco.

Chiodi avrebbe ospitato una ragazza in un albergo romano e il conto, poco più di trecento euro, sarebbe finito sulle spalle dei contribuenti.

Vede, Berlusconi ci avrebbe almeno risparmiato il particolare miserabile. I trecento euro, mamma mia. Rispetto a certi abissi, Berlusconi si è comportato con assoluta signorilità.

Le è simpatico?

Molto. Avrei voluto fare un film con lui. Per ora non mi ha risposto ma non ho smesso di sperare. L’hanno descritto come il prìncipe dei perversi, ma francamente non credo abbia fatto così male, né penso che sia stato tra i nostri politici peggiori. Ha usufruito del potere, gli è piaciuto e si è fatto un po ’ i cazzi suoi. Ma se mezza Italia femminile voleva attaccarsi alla sua tunica e l’altra metà sognava di essergli amante o fidanzata, di condannarlo, io non me la sento.

Quindi?

Stiano tranquilli tutti quanti. Dopo il bigottismo, a ruota, segue il perdonismo. Tempo tre giorni e di questa storia d’Abruzzo non parlerà più nessuno.