Roma, il Pd a Marino: prostituzione favorita col quartiere a luci rosse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Febbraio 2015 12:33 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 14:29
L'articolo del Fatto Quotidiano

L’articolo del Fatto Quotidiano

ROMA – È Tommaso Rodano del Fatto Quotidiano a ricostruire come il Pd romano ha affossato la proposta del quartiere a luci rosse all’Eur su cui aveva messo il cappello Ignazio Marino. È la sede di Sant’Andrea delle Fratte del Pd il luogo dove i generali del Partito Democratico romano si sono riuniti per smontare definitivamente l’idea del quartiere a luci rosse. Un progetto sviluppato dal presidente del IX Municipio, Andrea Santoro e che il sindaco di Roma Marino aveva sposato con entusiasmo.

(…) La partita è stata chiusa martedì sera: il diktat è arrivato dal commissario Matteo Orfini, prima di una riunione della giunta capitolina. Ieri, poi, la riunione del Nazareno ha affossato le sue velleità: le zone di tolleranza non sono tollerate. Marino, come detto, non era nemmeno presente. C’era Orfini, con i presidenti dei municipi, diversi consiglieri comunali e alcuni parlamentari romani. Una su tutti: la super-renziana Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Lazio, una delle critiche più feroci del salto in avanti di Marino sulla prostituzione. La sua espressione, all’uscita, era tutta un programma: “Si riparte dalle politiche sociali, l’ipotesi delle strade a luci rosse è tramontata. Si faranno politiche serie. In maniera seria” (quelle del primo cittadino, per deduzione, dovevano essere barzellette). Il capogruppo del Pd in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo, ha usato parole diverse, con un’intonazione simile: “Per l’idea di Santoro e Marino mancano coperture normative e politiche. Ignazio ha voluto dare una risposta immediata, forse è stato un po ’ istintivo (…) Ieri le lancette sono tornate indietro: il sindaco “guascone” ha provato ad appoggiare una proposta forte, su un tema delicato. Il partito l’ha preso per le orecchie e l’ha riportato alla realtà. Niente luci rosse: “La prostituzione è un fenomeno che non va governato, ma contrastato”, ha scritto Orfini – che ha evitato i giornalisti – in un comunicato. Ma non si dica che il Pd non fa nulla per aiutare le schiave del sesso, ecco il “progetto Roxanne”. L’iniziativa non è originale: fu approvata nel 1999 dalla seconda giunta Rutelli. Alemanno aveva cancellato i fondi per finanziarla. Da ieri la copertura è tornata: 2 milioni di euro. Cos’è Roxanne? Ha provato a spiegarlo l’assessore alle politiche sociali, Francesca Danese: “Un piano che prevede appartamenti protetti, sinergia e coordinamento con le forze di polizia, assistenza alle donne sfruttate anche dal punto di vista sanitario”. Intanto uno dei 12 disegni di legge in materia che languono in Parlamento, è stato calendarizzato al Senato, in commissione giustizia. Porta la firma di Maria Spilabotte (Pd). Propone la regolamentazione della prostituzione volontaria, con tanto di partita Iva, ricevuta fiscale e controlli sanitari. Era nel dimenticatoio dal dicembre 2013. Ieri ha scoperto una nuova giovinezza e il mini-sindaco Santoro nasconde così un po ’ di delusione: “Abbiamo fatto più in quattro giorni che in quindici anni”.