Roma. Pacchi sospetti alle ambasciate svizzera, cilena e ucraina: due feriti gravi

Pubblicato il 23 Dicembre 2010 12:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2010 21:08

Tre pacchi sospetti sono stati trovati oggi,22 dicembre, a Roma: uno, recapitato presso l’ambasciata svizzera in via Barnaba Oriani, ha provocato il ferimento di un addetto della sede diplomatica, l’altro è stato recapitato all’ambasciata cilena a via Po, nel nomentano, il terzo all’ambasciata ucraina in via Guido d’Arezzo, ma dopo accertamenti si è scoperto che si trattava solo di una cartolina.

Sono in corso verifiche in tutte le ambasciate e sedi diplomatiche a Roma. La questura in stretto contatto con il ministero degli Esteri sta attivando ed eseguendo le verifiche in tutte le sedi diplomatiche presenti nella capitale dopo l’esplosione di due pacchi bomba all’ambasciate di Cile e Svizzera e il rinvenimento di un pacco sospetto alla rappresentanza ucraina.

I feriti. Ad essere ferito è stato un addetto dell’ambasciata cilena che aveva aperto il pacco, mentre l’addetto alla sede diplomatica svizzera sarebbe stato investito dall’esplosione subito dopo avere aperto il pacco. L’impiegato dell’ambasciata cilena è stato portato in codice rosso all’ospedale Umberto I ed è gravemente ferito ad entrambe le mani, e avrebbe perso l’uso di due dita.

Avrebbe perso l’uso di due dita il funzionario dell’ambasciata cilena che è stato operato al Policlinico Umberto I. Anche se non in pericolo di vita, avrebbe riportato lesioni sparse più gravi rispetto al funzionario svizzero. Per quest’ultimo i chirurghi sono riusciti a ricostruire e salvare tutta la mano, ma si dovrà valutare nelle prossime ore il recupero della funzionalità. Anche se non in pericolo di vita, avrebbe riportato lesioni sparse più gravi rispetto al funzionario svizzero. Per quest’ultimo i chirurghi sono riusciti a ricostruire e salvare tutta la mano, ma si dovrà valutare nelle prossime ore il recupero della funzionalità.

I problemi maggiori sarebbero infatti legati alla compressione creata dalla forza d’urto dell’esplosione. I due feriti domani dovrebbero essere trasferiti nel reparto di chirurgia plastica del professor Nicolò Scuderi.

All’ambasciata ucraina. ”Il presunto pacco bomba non conteneva nulla di esplosivo”, ha spiegato l’addetto stampa dell’ambasciata ucraina precisando che i sospetti sono nati dalle notizie su quanto accaduto alle ambasciate di Svizzera e Cile. ”Dentro al plico c’era un cartolina – ha proseguito – i vigili del fuoco e i carabinieri hanno effettuato i controlli necessari e poi hanno lasciato l’ambasciata”. Nessun allarme quindi presso la sede diplomatica dell’Ucraina, i cui impiegati sono rimasti regolarmente al lavoro.

Possibile matrice anarchica. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti, i pacchi potrebbero avere una matrice anarco insurrezionalista. Al momento le indagini non hanno comunque ancora imboccato nessuna pista preferenzale e non si esclude alcuno scenario.

In particolare, l’agenzia Adnkronos sostiene che gli inquirenti stiano puntando sugli ambienti dell’anarchismo di matrice ecoterroristica. Tra le possibilità al vaglio, infatti, c’è anche quella che ipotizza un attentato elaborato da gruppi anarco-insurrezionalisti in riferimento alla vicenda carceraria di alcuni esponenti della galassia anarchica attualmente detenuti nelle carceri elvetiche. Tra questi figura anche Marco Camenisch, militante rivoluzionario antinucleare svizzero, negli anni ’90 più volte detenuto in Italia e successivamente, nel 2002, estradato in Svizzera.

L’inchiesta. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sul pacco bomba. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo, procede per attentato con finalità di terrorismo. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Ros. Gli esperti del Ris stanno prendendo in esame i resti del pacco bomba e dovranno invece accertare il potenziale dell’ordigno e la provenienza del pacco del quale è rimasto ben poco.

La reazione di Alemanno. ”Una situazione totalmente diversa dalle vicende riguardanti il contesto romano”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, lasciando l’ambasciata svizzera. Il sindaco ha parlato di ”piste internazionali”, senza far riferimento a nulla in particolare. Alemanno ha anche espresso la solidarietà sua personale, dei romani e del popolo italiano in generale agli elvetici, a tutti coloro che lavorano all’interno dell’ambasciata e comunque nella capitale. Ha specificato che ”sono state mobilitate tutte le strutture” e che la persona ferita viene sottoposta in queste ore ad intervento chirurgico. ”Spero che non riporti alcuna mutilazione” ha specificato.

Le telefonate. Sono due le telefonate arrivate negli uffici del primo Dipartimento del Campidoglio per segnalare la presenza di due ordigni uno in via del Tempio di Giove e uno in Piazza Guglielmo Marconi, all’Eur. Proprio all’Eur si stava svolgendo un concorso interno a cui stavano partecipando circa 400 dipendenti del Comune di Roma per passare di livello, da impiegati a dirigenti.  risposto una addetta alla segreteria che ha raccolto l’allarme della presenza di due ordigni.

La prima telefonata è arrivata alle 10.30. Una voce di donna ha chiamato, tramite centralino, gli uffici del I dipartimento al Tempio di Giove chiedendo della funzionaria che però in quel momento era assente. Al suo posto ha risposto una addetta alla segreteria che ha raccolto l’allarme della presenza di due ordigni. La seconda telefonata è arrivata alle 12 allo 060606 -il telefono del comune di Roma dedicato ai cittadini per chiedere informazioni- e anche in questo caso una voce di donna segnalava sempre la presenza di due bombe.

Maroni: “Seguiamo la pista anarchica”. ”Per gli attentati con i pacchi bomba stiamo seguendo la pista anarchico-insurrezionalista”. Lo ha detto Roberto Maroni nel corso della registrazione della puntata di stasera di Porta a porta. Il ministro dell’Interno ha sottolineato che gli indizi provengono ”da analoghi episodi accaduti nel novembre scorso in Grecia”.

”Vari elementi ci inducono ha pensare – ha aggiunto il ministro Maroni – che questa sia la pista giusta. Si tratta di gruppo molto violenti presenti anche in Spagna e in Grecia e strettamente collegati tra loro”.

Maroni ha poi informato che sono state avviate ”tutte le attività investigative per prevenire e per scoprire gli autori degli attentati. Sono state anche allertate tutte le ambasciate a Roma e sono state fatte verifiche sui pacchi in arrivo. Per fortuna – ha concluso – non ci sono stati esiti drammatici come è accaduto nell’ambasciata Svizzera dove una persona ha avuto danni gravi ad una mano”.

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