Sanremo, Luca e Paolo: “Con Monti tempi duri per la satira”

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 12:30 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 12:32

SANREMO (IMPERIA) – Gli ‘Uomini soli’ diventano i comici, spaesati e a corto di vittime nel dopo Berlusconi e con l’avvio dell’era Monti: questo il testo della parodia del brano dei Pooh, riadattato da Luca e Paolo in apertura del festival di Sanremo. “Ci vedi in televisione con la faccia mogia mogia, facciam battute più tristi di un dossier sulla Cambogia, sperduti senza più vittime vere, vanno a puttane le nostre carriere, ci manca tanto il Cavaliere”.

“Si strugge sul suo divano tutta sola la Dandini, ritorna in tv la Guzzanti sì, ma hanno tolto Minzolini, non si può fare satira davvero, senza più la Carfagna al ministero… adesso c’é sto legno, la Fornero”. Poi il ritornello: “Dio che fine farà la mia comicità se manca manca proprio lui che ha trombato più di noi, con Mario Monti no, non si posson fare lazzi, né Chiabretti né Luttazzi, per la satira son cazzi. Ma dimmi se si può fare i comici così, con il Pdl che sta inciuciato col Pd, non ci sono più cattivi, le battute su Schettino hanno già rotto il belino”.

“I conti sono alla frutta senza Scajola né Borghezio, Emergency raccoglie fondi per Littizzetto e Fazio, non c’é uno straccio si intercettazione, le escort sono in cassa integrazione, Emilio Fede va in pensione”. “Ho visto Nanni Moretti sulla vespa a Ponte Milvio, ma quando manca il Caimano porta pizze a domicilio e Vauro per uscire un po’ dal coro ha fatto una vignetta su Santoro: l’han fucilato a freddo contro il muro”. “Ma che fine farà la mia comicità, se si è dimesso lui chi mi censurerà? Potrei forse fare il botto, se dicessi che ci ha rotto questo articolo 18, ma lo dico con rispetto, lo sai che non si può far battute sui tassisti, su Saviano e i giornalisti, e se tocchi la Camusso come comico sei fesso perché perdi il posto fisso. O signore del creato, te lo chiedo inginocchiato, fà che torni quel pelato”.

(Foto LaPresse)