Sballo di Ferragosto: tamponi vaginali o anali alla vodka

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 agosto 2015 11:35 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2015 12:36
Sballo di Ferragosto, tamponi vaginali o anali alla vodka

Sballo di Ferragosto, tamponi vaginali o anali alla vodka

ROMA – Un tampone nella vagina o nell’ano zuppo di vodka o tequila, così l’alcol sale subito e ti ritrovi ubriaco senza rendertene conto. Senza dover pagare 3 o 4 consumazioni, senza dover trangugiare alcol. E’ una moda, estrema ma allo stesso tempo nemmeno troppo isolata, che sta prendendo piede. E che, a occhio, avrà un picco a Ferragosto, acme dell’estate e delle feste di giovani e meno giovani. Ma sono proprio loro, i ragazzi massimo 20enni, a preoccupare di più.

Lorenzo, il ragazzo morto in Salento. Lamberto, anche lui morto al Cocoricò di Riccione. Ilaria, morta sul lungomare di Messina. Tutti ragazzini o poco più, tutti uccisi da ecstasy, presa più o meno consapevolmente. E chissà se questi ragazzi lo sapevano che prendere una pasticca insieme all’alcol è un’idea pessima, soprattutto quando fa molto caldo.

“Durante il mese di agosto registriamo 8 mila chiamate ai pronto soccorso – spiega il direttore generale dell’Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, al Secolo XIX -, 260 al giorno di cui, intorno a Ferragosto, 60 legate al consumo di alcolici. Con un incremento dei giovanissimi: il binge drinking è sempre più diffuso tra i minori”.

Ovvero bere in maniere compulsiva e siccome a quell’età i soldi spesso mancano, altrettanto spesso si tratta di alcol da discount o preso da abusivi davanti ai locali. Il direttore della Asl segnala anche i tamponi vaginali o anali alla vodka e alla tequila. Il senso di questa pratica, se di senso possiamo parlare, è quello di accelerare, attraverso il contatto con le mucose, l’effetto dell’alcol, lo stordimento.

“Un modo per eludere i controlli delle forze dell’ordine – osserva Roberto Gagliano Candela, professore di Tossicologia forense all’Università di Bari -. L’ecstasy in discoteca con questo caldo accelera l’ipertermia che, se non risolta, può portare al decesso”.