Scandalo squillo al Vertice delle Americhe: altri 3 agenti si dimettono

Pubblicato il 21 Aprile 2012 0:38 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 13:09

NEW YORK – Nel Secret Service Usa cadono altre tre test per lo scandalo delle prostitute in Colombia. Secondo quanto e’ stato reso noto, altri tre degli agenti coinvolti nella vicenda hanno presentato le dimissioni, dopo che gia’ due giorni fa un agente e’ stato licenziato, un altro ha presentato le dimissioni e un terzo ha accettato di andare in pensione.   Lo ha reso noto lo stesso corpo federale di elite incaricato della protezione del presidente degli Stati Uniti, precisando che gli agenti coinvolti nella vicenda sono in tutto 12 e non 11 come indicato finora.

Secondo quanto e’ emerso, mentre erano a Cartagena, in Colombia, in missione per preparare l’arrivo del presidente Barack Obama per il Vertice delle Americhe, gli agenti si sono portati la scorsa settimana in hotel 20 o 21 prostitute. La senatrice Susan Collins, dopo aver avuto un resoconto da Mark Sullivan, direttore dello stesso Secret Service, ha rivelato sono che sono ”venti, o ventuno le donne straniere che sono state portate nell’hotel”.

Oltre agli agenti del Secret Service nella vicenda sono coinvolti anche dei marines. La vicenda ha sollevato numerose polemiche. In molti a Washington si sono chiesti chi fossero queste donne, se possano a far parte di gruppi ostili agli Stati Uniti, se possano aver collocato microspie nelle stanze degli agenti o a sabotato le loro armi, mettendo cosi’ in qualche modo messo a rischio la sicurezza del presidente degli Stati Uniti.

In questo quadro, il presidente Obama, al di la’ dell’ irritazione per il fatto che sulla stampa lo scandalo ha in pratica offuscato gli aspetti politici del vertice, ha ribadito la sua fiducia in Mark Sullivan, che oggi ha peraltro ricevuto alla Casa Bianca per la prima volta da quando e’ scoppiato lo scandalo.

E a gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche e’ anche emerso che uno degli agenti coinvolto nella vicenda,  David Chaney, già cacciato dal servizio, in passato si lasciava andare su Facebook a giudizi arditi e spesso imbarazzanti sulla bellezza femminile. In particolare, s’é scoperto che nel gennaio del 2009 era assegnato a tutelare la sicurezza di Sarah Palin: In quei giorni postò su Fb una foto in cui si vedeva lui, davanti all’allora candidata vice-presidente, con su scritto: “Stavo veramente dandole una bella controllatina…Sapete cosa intendo, no?”.

L’ex paladina dei Tea Party ha replicato affermando: “Controlla, controlla pure, ragazzo… che ora sei stato licenziato!”. Poi, ha anche usato la vicenda contro Obama: “Tutta questa brutta storia di sesso a pagamento – ha affermato – è il sintomo di un’amministrazione che ormai ha perso il controllo”.