Serie tv sempre più violente. Stupri in Outlander e Trono di spade. Polemiche

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2015 7:26 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 8:23
Il Trono di spade (foto Ansa)

Il Trono di spade (foto Ansa)

ROMA – “Uno stupro maschile in prima serata – scrive Adriana Marmiroli della Stampa – Accade nell’episodio finale di Outlander, serie anglo-americana in costume prodotta dalla pay tv Starz e da noi in onda oggi su Foxlife”.

Tratta dai romanzi di Diana Gabaldon, racconta le romantiche e rocambolesche avventure di Claire che dal 1943 viene proiettata nella Scozia di metà Settecento, conosce Jamie, baldo highlander indipendentista, se ne innamora malgrado oltre 200 anni di cultura li separino, combatte al suo fianco contro gli inglesi e ha nella «giubba rossa» «Black Jack» Randall la sua nemesi, l’autore di quella violenza che, in flashback, viene mostrata con esplicita crudezza. Solo pochi giorni separano questa scena dalla puntata di Il trono di spade (GoT per i fan) in cui Sansa Stark, neo sposa, viene violentata dal marito psicopatico sotto gli occhi di un altro uomo: un abito stracciato e una schiena nuda, ma il climax non è meno morboso e violento.

Divieti infranti
Vista la risonanza mediatica di tutto ciò che è parte del mondo seriale, questi due episodi negli Usa hanno innescato non poche polemiche. Perché il numero degli stupri in tv – più o meno esplicitamente mostrati – è in crescita esponenziale: House of Cards, Black Sea, True Detective, Top of the Lake, Scandal, The Americans… per citare altre recenti serie (e non solo pay) in cui è elemento narrativo.
Dicono i difensori: sono serie intrise di violenze di ogni genere, perché quella sessuale no? L’altra giustificazione – valida quando la vittima è donna, cioè sempre – è che non si fa che mostrare la condizione femminile, di totale sottomissione, in società patriarcali in cui la donna è oggetto e non ha valore se non come merce di scambio, «giocattolo» o trofeo. Non a caso Jamie nel momento della violenza è tutto ciò: devirilizzato.

Ma se questa fosse solo l’ultima forma di «exploitation» del corpo femminile? In una sorta di escalation a infrangere divieti, abbinare sesso & violenza non è in fondo per le reti tv che l’ultima frontiera. Le pay in particolare, per rubare pubblico (pagante) ai network generalisti, hanno preso due strade: lo corteggiano con prodotti di alta qualità e ne titillano gli istinti più bassi.
Le femministe avrebbero fatto e detto di tutto in passato. Ma oggi solo poche voci si scandalizzano. È vero che una delle serie più longeve, Law & Order – Unità vittime speciali, di crimini sessuali si occupa per «atto costitutivo» da circa 15 anni: qui però non c’è compiacimento, ma condanna, orrore, pietas per la vittima. È uno sguardo sociologico il suo, per nulla morboso o acchiappa audience (…).