“Sesso con prostituta o ti licenzio” al dipendente gay, titolare: “Tutto falso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2015 17:10 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 17:10
"Sesso con prostituta o ti licenzio" al dipendente gay, titolare: "Tutto falso"

“Sesso con prostituta o ti licenzio” al dipendente gay, titolare: “Tutto falso”

RIMINI – Quell’accusa – poi sfociata in una denuncia – rivolta da un cuoco riminese 40enne al suo ex datore di lavoro che, a suo dire, lo aveva costretto ad andare con una prostituta, per ‘dimostrare’ la propria virilità e, così, salvare il suo posto di lavoro, era balzato, con forza, agli onori della cronaca nazionale. Ora, a qualche settimana di distanza arriva la replica del ristoratore che, non solo nega ogni addebito, ma contrattacca denunciando per stalking l’ex dipendente.

“Io omofobo e camorrista, condannato penalmente? – racconta -: Assolutamente tutto falso, e l’ho dimostrato con tanto di documenti anche all’inviato delle ‘Iene'” che gli ha fatto visita lo scorso gennaio. Proprio dopo l’incursione della trasmissione televisiva, l’uomo, assistito dagli avvocati Thomas Coppola, Marco Bosco del Foro di Rimini e Arturo Caiazzo del Foro di Napoli, ha deciso di andare all’attacco dell’ex dipendente presentando, nei suoi confronti, una denuncia per stalking e altri reati ad esso collegati.

“Non ho nulla contro i gay – spiega il 42enne, napoletano gestore insieme alla fidanzata – penso che siano dei ragazzi coraggiosi, l’ho detto alle ‘Iene’ quando sono venuti al locale: non sono omofobo – aggiunge – né frequento prostitute. Figuriamoci, lavoro con la mia compagna. Ma anche l’Arcigay dovrebbe prima informarsi e poi fare le manifestazioni”. La denuncia del cuoco riminese – per estorsione e diventata poi per minacce e ingiurie – aveva destato molto scalpore tanto da sfociare, il 19 gennaio scorso, in una manifestazione di piazza promossa dall’Arcigay ‘Alan Turing’ di Rimini con lo sportello ‘Nuovi diritti’ della Cgil e l’adesione di diverse realtà territoriali, dell’allora deputata del Pd (ora assessore al Bilancio dell’Emilia-Romagna) Emma Petitti, del consigliere regionale Nadia Rossi, dei consiglieri comunali di Rimini, Fabio Pazzaglia e Carlo Mazzocchi, e del Comune di Santarcangelo di Romagna.

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Secondo la denuncia presentata in Procura contro l’ex cuoco per stalking, oltre che per sostituzione di persona, violazione della privacy, furto di identità, calunnia e diffamazione, tutto sarebbe nato con l’interruzione di lavoro (a dire del ristoratore un rapporto occasionale regolarmente pagato con voucher) mal digerita dal riminese che, dopo aver incassato una sorta di buonuscita da 1.400 euro, avrebbe iniziato, prima su Facebook e poi tramite Sms, a perseguitare l’ex datore di lavoro.

La pretesa sarebbe stata quella di tornare a lavorare altrimenti, viene precisato ancora, diceva “vado dalla Guardia di Finanza: non ti basterà vendere il locale per ripagarmi”. Dopo aver ottenuto la chiusura di due falsi profili Facebook in cui si dava al napoletano anche del camorrista, gli avvocati dell’uomo avrebbero anche dimostrato, attraverso indagini difensive, che la sera in cui il cuoco ha raccontato di essere stato costretto ad un rapporto sessuale con una prostituta, non solo non era in servizio, ma non era neanche nel locale.