Sesso quanto e quale e vacanze e peso.. Firma patto e ti sposo. Love made in Usa

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 7 Giugno 2013 15:54 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2015 14:02
"Love Contract"

“Love Contract”

NEW YORK – Siete novelli sposi o giovani fidanzati che temono che la routine quotidiana possa soffocare la vostra relazione? State tranquilli, per garantirvi che la vostra vita coniugale  non scenda mai sotto certi standard di qualità, arrivano dagli Usa i “love contracts”. Contratti prematrimoniali che, non più e non solo regolano gli aspetti economici dello sposalizio e dell’eventuale rottura, ma da oggi mettono nero su bianco tutto quello che marito e moglie potranno e non potranno fare. Sesso compreso.

C’è qualcosa di più bello dell’amore che trionfa su tutto? No, certamente, specie nel paese dell’happy end. Ma ci sono un sacco di “imprevisti” che possono quell’amore turbare e rovinare. Per fortuna, proprio per scongiurare questa tremebonda evenienza, hanno i “love contracts” conquistato gli Stati Uniti. Contratti che regolano tutto quello che i futuri coniugi, o anche conviventi per carità, faranno durante la vita di coppia. Dalla notte “non virtuale” e dai 100 minuti settimanali di “rapporto di qualità” che Mark Zuckerberg deve alla moglie Priscilla Chan, sino al divieto di “adoperare ogni tipo di droghe illecite” imposto a Keith Urban dalla moglie Nicole Kidman. Contratti, patti chiari e anticipati su quanto e quale sesso garantire tra coniugi, sul peso sulla bilancia da non superare (in un paese con il 30% di obesi non sorprenda), perfino sulla durata delle vacanze.

Poco poetico, evidentemente sì. Ma d’altra parte estremamente pratico. Ed è forse questo il motivo che ha reso i “love contracts” quasi un must tra i vip a stelle e strisce. Dopo gli accordi economici prematrimoniali è infatti questa la nova moda degli sposandi famosi d’oltreoceano. Maurizio Molinari, su La Stampa, fa qualche esempio:

“Gregg Sullivan, produttore cinematografico di Queens, ha già fatto sapere alla futura moglie Antonia Mataus che ‘se non la appagherò sessualmente avrà diritto di tradirmi con chi vorrà’. L’attrice Catherina Zeta-Jones dal marito regista Michael Douglas ha ottenuto di avere, in caso di divorzio, 2.8 milioni di dollari l’anno, ma in caso di infedeltà ci sarà un bonus ad hoc da versare di 5 milioni di dollari. Jessica Biel si accontenta di molto meno: se Justin Timberlake la tradirà, lei riceverà solo mezzo milione di dollari. Per Halle Berry e Olivier Martinez il modo di vita concordato prevede ‘coabitazione ma non nozze’”. E poi i già citati casi Kidman e Zuckerberg.

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, certo. Così come è sempre meglio essere previdenti per evitare brutte sorprese. Ma questo non elimina la prosaicità che i “love contracts” portano insita. Arrivare a mettere per iscritto non solo che non è bene tradire, ma anche quante volte al mese e con che qualità si deve far sesso, quante e quanto lunghe devono essere le vacanze, quanti e come vanno accantonati i risparmi, sino al divieto di assumere droghe e magari alzare il gomito, anche nella “pizzata” con gli amici, tende a far somigliare il matrimonio sempre più ad un contratto d’azienda che ad una storia d’amore. Nella vita, a volte, l’imprevisto è anche un bene. Ma questo i “love contracts” non lo possono comprendere.