Sex toy a spese consiglio provinciale di Bolzano: spunta scontrino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2014 11:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2014 17:36
Sex toy e vibratore a spese consiglio provinciale di Bolzano: spunta scontrino

Sex toy e vibratore a spese consiglio provinciale di Bolzano: spunta scontrino

BOLZANO – Un vibratore e altri due sex toy acquistati a spese del consiglio provinciale di Bolzano. Lo scontrino di 64,92 euro è spuntato durante l’indagine della Guardia di Finanza sulle rendicontazioni dei gruppi consiliari iniziata a gennaio. Tra le spese presentate dai Freiheitlichen risulterebbe, come scrive il Corriere dell’Alto Adige, anche la spesa per i sex toys.

A parziale giustificazione la consigliera Ulli Mair ha detto: “Abbiamo comprato quel materiale per fare uno scherzo di compleanno ad un collega. Lui è una persona avvezza alla burla, è un mattacchione. E così, abbiamo pensato di fargli un regalo di compleanno, decisamente un po’ spinto, tutto qua”. Ovviamente il problema per la Finanza non è la destinazione del regalo (per uno scherzo o no) ma che possa essere stato pagato con soldi pubblici.

Poche ore dopo le parole della Mair la smentita del partito che afferma: “Le notizie non corrispondono ai fatti”. A quel punto la Mair non è più stata più raggiungibile per i giornalisti.

Lo scontrino di 64,92 euro emesso da un noto sexyshop di Bolzano il 16 maggio 2012 relativo alla presunta spesa di alcuni oggetti erotici, tra cui un vibratore, da parte dei Freiheitlichen, non compare negli atti della Procura di Bolzano in merito all’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari. Ad affermarlo, il sostituto procuratore Giancarlo Bramante, titolare dell’inchiesta, attualmente in attesa di ricevere l’informativa dalla Guardia di Finanza.

L’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari della Provincia di Bolzano, che potrebbe causare un altro terremoto politico dopo quello delle “pensioni d’oro”, è partita a inizio anno. La segnalazione su presunte irregolarità nell’utilizzo dei contributi sarebbe giunta da una persona interna al consiglio. La Guardia di finanza era così partita dall’analisi dei contributi di un preciso gruppo consiliare, forse proprio dei Freiheitlichen ora nell’occhio del ciclone per il rimborso di un acquisto in un sexy shop, per poi estendere l’indagine a tutti i gruppi.