Sexgate Firenze, Massimo Mattei: “Escort a mia insaputa” Chi? La rumena

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 19:40 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 19:40
Sexgate Firenze, Massimo Mattei: "Escort a mia insaputa" Chi? La rumena

Una delle donne coinvolta nello scandalo (foto da video Polizia Postale di Firenze)

FIRENZE – Era una escort “a mia insaputa”: Massimo Mattei, ex assessore del Comune di Firenze, ha detto di non sapere che mestiere facesse una sua “amica” rumena che è finita al centro dello scandalo escort del Comune.

”Nessuno di noi sapeva ne’ poteva neppur sospettare che lei potesse fare un altro ‘tipo di lavoro’; diversamente, pur senza dare alcun giudizio morale, l’uso dell’appartamento le sarebbe stato negato”. Lo scrive Mattei in una lettera. Mattei ha voluto spiegare in particolare la circostanza dell’alloggio dato in uso alla romena in cui, secondo le indagini, la donna si sarebbe prostituita.

E’ ”il momento di far chiarezza perche’ per chi fa politica la trasparenza e’ sempre necessaria – inizia la lettera, diffusa dal suo portavoce, avvocato Marco Passagnoli – E’ bene chiarire che la ragazza che sembra essere al centro delle inchieste (della procura di Firenze su un giro di prostitute di alto bordo per clienti vip) la conoscevo bene. Era mia amica da circa dieci anni, e’ stata dipendente della Cooperativa e di altre mie aziende in varie riprese e per vari periodi. Ha lavorato con profitto e responsabilita”’.

”Dal 2009 – prosegue Mattei – da quando sono diventato assessore, ho lasciato, pur non sussistendo alcun tipo di incompatibilita’, ogni incarico operativo, mantenendo soltanto la carica – sostanzialmente onorifica e non operativa – di presidente. Con la suddetta ragazza risulteranno certamente contatti telefonici, eravamo amici, tutto qua. Di detta amicizia erano a conoscenza tutti, collaboratori, amici e familiari cui, in varie occasioni, era stata presentata”. Riguardo ai problemi di salute che hanno portato alle sue dimissioni, Mattei precisa che ”da mesi non stavo bene” e ”certamente le voci e qualche cattiveria sussurrata non mi hanno aiutato a stare meglio”.

”Vero e’ che verso la fine del 2011 le e’ stata messa a disposizione un’abitazione, temporaneamente vuota, che, come altre, le aziende, in passato, utilizzavano per dare temporaneamente alloggio, ciclicamente, a decine dei propri dipendenti. Tengo a precisare che le aziende operano solo ed esclusivamente nel settore privato e non hanno nessun appalto pubblico: questo e’ bene ribadirlo in un momento nel quale la politica e’ associata al sospetto”. Quanto ”all’ex mio collaboratore (coinvolto per l’uso di un cellulare del Comune da cui sarebbero partite chiamate verso il giro ‘a luci rosse’), fino a prova contraria, credo alla sua parola, e riconfermo che e’ stato un valido aiuto, un amico presente, e sono convinto che tanta parte dell’Amministrazione Comunale possa confermare l’idea positiva, che io mi ero fatto, sul suo operato e sulle sue qualita”’.

Mattei si e’ soffermato sulle condizioni di salute che lo hanno costretto a dimettersi: ”Voglio precisare che da mesi non stavo bene, le tante persone a me vicine – e le tante che ancora lo sono – possono confermare quanto sia stato difficile e gravoso portare avanti il mio lavoro negli ultimi tempi. Certamente le voci e qualche cattiveria sussurrata non mi hanno aiutato a stare meglio. Ho preso infine una decisione sofferta, che certo non fa parte della tradizione italiana: quella di fare un passo indietro. L’ho fatto per me, per la mia famiglia e perche’ credo che dopo quattro anni sui quali nessuno potra’ dire che mi sono risparmiato nell’impegno verso la mia citta’, verso il mio sindaco ed il mio partito, sia davvero arrivato il momento di ‘staccare’ e di pensare, finalmente, soltanto a curarmi”.

”Vivo giorni difficili. Fisicamente e moralmente – ha scritto ancora Mattei – Credo pero’ che nella sincerita’ di un rapporto come quello che ho sempre avuto con Firenze, pur con forze molto piu’ limitate di prima, vorro’ affrontare in prima persona questa vicenda che, per i toni che ha assunto, ancor piu’ mi amareggia”.