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Shakira e Rihanna criticate per video hot: “Promuove l’omosessualità”

Shakira e Rihanna criticate per video hot

Shakira e Rihanna nel video hot

ROMA – Shakira e Rihanna insieme nell’ultimo video “Can’t Remeber To Forget You”. Le due star del pop hanno raggiunto i 144 milioni di clic su YouTube ed anche tantissime accuse dalla Colombia e dai paesi arabi, di aver realizzato un video che “promuove i rapporti omosessuali”. 

Nel video, Shakira e Rihanna si esibiscono in atteggiamenti lesbo. E mentre la cantante colombiana di origini libanesi spiega che “Rihanna è più sexy di me” in un’intervista realizzata durante il backstage del video, nel suo paese Marcos Fidel Ramirez, un attivista per i diritti della famiglia e dei minori, chiede alle autorità che il video non venga trasmesso dalle tv nazionali in quanto offre un esempio molto negativo che “corrompe” la morale dei giovani colombiani promuovendo pratiche come “l’omosessualità, il consumo di tabacco e altre azioni di basso valore etico”.

Ma le critiche arrivano anche dai paesi arabi. Secondo Fadi Haddad, artista libanese autore di videoclip, “Can’t Remeber To Forget You” è un “video musicale da lesbiche, è veramente oltre ogni limite”. Oltre a Haddad, molti utenti arabi hanno lanciato su Twitter una vera e propria campagna anti-Shakira, pubblicando tweet avvelenati sulla cantante con hashtag come #sesso, #lesbica e #lussuria.

C’è chi ha scritto anche post ironici: “Il mondo è sempre peggiore di quanto ci si immagini – ha scritto in arabo l’utente EnG_SG – #Shakira è ambasciatrice di buona volontà e Israele ha vinto il Nobel per la pace”.  Haddad, commentando il video ha aggiunto che “le scene sul letto sono troppo audaci e le mani che si toccano sono pessime. Il mondo arabo è abituato ad artiste sexy e ci sono tanti gay nella musica, è ovvio. Ma non c’è mai niente di così esplicito come in quel video”.

Al cantante libanese fa eco Nabil Alalawi, amministratore della casa di produzione araba Qithara si è detto contrario “all’abuso da parte degli artisti di temi sociali, che uccidono la creatività”. 

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