Spiagge per nudisti in Italia, dove sono: da Capocotta a la Corniglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2013 9:09 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 10:29
capocotta ostia

La spiaggia di Capocotta sul litorale romano

ROMA – Spiagge nel nord, nel centro e nel sud del Paese per vacanze all’insegna del naturismo e del nudismo. La Repubblica oggi 11 giugno ci racconta delle spiagge in Italia e della loro funzione decisiva per attrarre i turisti:

“Le spiagge autorizzate sono solo cinque (Capocotta a Roma, Lido di Dante a Ravenna, Nido dell’Aquila a Livorno, Isola del Mort in Veneto e Marina di Camerota a Salerno), mentre il modo più giusto per incentivare il turismo sarebbe lo sviluppo dei centri e dei campeggi ufficiali che tutelino soprattutto le famiglie che non vogliono correre rischi di denunce”, spiega il presidente Fenait (Federazione Italiana Naturisti) Gianfranco Ribolzi. “Si tratta di un argomento spesso trascurato e le proposte di leggi nazionali giacciono in commissione Affari Sociali da anni”.

Giuseppe Ermini, presidente dell’Anaa (Associazione naturista Alto Adige), spiega:

“Abbiamo il campo Leuchtenburg che funziona benissimo. Abbiamo coinvolto le istituzioni locali che hanno intravisto un incremento delle presenze turistiche italiane e straniere, soprattutto dai viaggiatori del nord Europa. In Alto Adige, come in Veneto, hanno anche capito come si allungherebbe la stagione turistica da maggio ad ottobre”.

Oltre le spiagge autorizzate dai Comuni, ci sono spiagge con la presenza delle associazioni naturiste, come riporta la Fenait: Ponte della Becca a Pavia, le Spiagge Sorgenti Aurisina e Costa dei Barbari a Trieste, la Spiaggia di Marina di Alberese a Grosseto e la Corniglia a La Spezia.

In mancanza di una normativa nazionale arrivano i progetti di legge presentati dalle regioni per ufficializzare inedite oasi naturiste. L’ultimo provvedimento è arrivato pochi giorni fa dall’Abruzzo. Vanno dritti al punto i consiglieri regionali: “Purtroppo un milione di persone si trovano costrette a scegliere ogni anno strutture estere per le loro vacanze mentre l’Abruzzo potrebbe diventare un polo attrattivo per tutta Europa: la definizione di spazi liberi può rappresentare un potenziale sviluppo economico per la regione”. Insieme a loro si sono mossi anche Veneto, Lazio e Sicilia. Mentre in Emilia Romagna una legge già c’è dal 2006.

Ma non ci sono solo gli italiani che attraversano la frontiera in caccia di oasi naturiste. Raggiungono più o meno trenta milioni i naturisti francesi, olandesi e tedeschi che, da tutta Europa, vorrebbero venire nel Belpaese ma, al pensiero di doverlo fare in costume da bagno, rinunciano e puntano verso lidi dalla filosofia più green. E ad allungare la stagione ci hanno già pensato in un camping storicamente tessile come il Sangro (sulla costa dei Trabocchi) dove proveranno a trasformarsi in naturisti per una settimana in giugno e due in settembre. Festeggiano il tutto esaurito per l’estate all’Ecocampeggio Sasso Corbo in Toscana, gestito da due olandesi. “Per anni abbiamo praticato il naturismo in Francia”, spiegano i proprietari Domenica e Bas, “ma in Italia abbiamo intravisto un opportunità perché c’erano poche strutture”. È stato facile? “No per i cavilli burocratici, ma ora abbiamo tanti ospiti, in particolare dal nord Europa”. Un’opportunità che gli stranieri hanno colto prima degli italiani.