Stella, frontaliera del sesso in Svizzera a 25 anni: “Ero affamata di denaro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2014 8:41 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2014 8:42
Stella, frontaliera del sesso in Svizzera a 25 anni: "Ero affamata di denaro"

Stella, frontaliera del sesso in Svizzera a 25 anni: “Ero affamata di denaro”

ROMA – Stella ha 25 anni e di lavoro fa la “frontaliera del sesso” in Svizzera. I suoi genitori, una “normale famiglia del Nord Italia” scrive Chiara Maffioletti sul Corriere della Sera, sanno che lavora in un centro estetico. Un giorno alla settimana lei va a trovarli dall’altra parte del confine. Ma questa vita Stella non la fa per disperazione:

“Non voglio che si pensi alla solita storia di degrado. Io ho iniziato perché ero affascinata dai guadagni facili: non ho pudicizia o remore morali, ho un bell’aspetto e credo che i soldi facciano la felicità. Non ho iniziato per fame, piuttosto ero affamata di denaro”.

La scelta è arrivata dopo una prima esperienza come impiegata: ma, spiega lei, con mille euro “riesci a vivere a stento”:

 

“Come molti della mia età, mi sentivo senza prospettive. (…) Vivevo come uno zombie, sbuffando a ogni carta che dovevo compilare, senza sbocchi e di certo senza potermi comprare un paio di scarpe di Chanel”.

Poi un uomo più grande, che Stella frequentava quando aveva 20 anni,

“una volta, senza un perché, mi ha pagata. Da lì ho capito che potevo guadagnare con qualcosa che mi piaceva e ho cominciato a lavorare sporadicamente come escort”.

Qualche mese fa, la scelta di di lavorare in Svizzera.

“Ho un appartamento e lavoro come massaggiatrice: significa che scelgo io con chi arrivare fino in fondo. Qui mi sento tutelata: pago le tasse, la burocrazia non è lenta e sibillina come da noi, le cose funzionano e quando chiedi un permesso, che ti serva per lavorare come cameriera o come prostituta, per loro non fa nessuna differenza. Non mi sono mai sentita giudicata ma, anzi, protetta. La polizia sa dove esercito, fanno dei controlli. Ogni tanto penso alle ragazze che in Italia lavorano per strada: se una di loro sparisce chi se ne accorge?”.

Stella di solito lavora per tre mesi e poi se ne concede uno di “gran ferie”. Ha dai tre clienti ai sei al giorno, e guadagna oltre diecimila euro al mese. Per lei la sua non è una storia di degrado ma di “rivincita”.

“Una rivincita rispetto al precariato, rispetto al non avere nemmeno 20 euro in tasca da spendere come mi pare. Io oggi guadagno come un magistrato. Anzi, forse a un magistrato potrei anche offrire qualcosa da bere”.

Parla quasi in termini imprenditoriali:

“Il mio corpo è la mia azienda, tutto qui. Se c’è qualcuno sfruttato quello è il cliente che deve pagare per avere l’illusione di stare con me. Io gli vendo fumo, fumo rosa”.

Stella non ha paura che i suoi scoprano tutto:

“La privacy per chi fa il mio mestiere è fondamentale. Anche i miei clienti hanno tutto l’interesse nel mantenerla: da me vengono persone importanti, imprenditori, politici, autorità. Sta più a cuore a loro che non si sappia nulla. Almeno nel 90% dei casi. Con loro parlo molto. In genere si crea un rapporto simile a quello che si ha con un’amante”.

Solo una volta un incontro è stato sgradevole. Il cliente sosteneva che lei fosse sfruttata:

“Accompagnandolo alla porta gli ho fatto notare che forse doveva sentirsi lui quello sfruttato, visto che gli avevo appena chiesto 400 franchi per un massaggio”.

Ma per Stella la sua

“è una professione che ha la sua dignità”.