Stupro Prati, il racconto della 15enne: “Giuseppe Franco mi ha minacciato di morte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2015 20:56 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2015 20:56
Stupro Prati, il racconto della 15enne: "Giuseppe Franco mi ha minacciato di morte"

Giuseppe Franco viene arrestato (Ansa)

ROMA – E’ stata resa pubblica parte della deposizione resa nel corso dell’incidente probatorio, dalla ragazza di 15 anni stuprata a Roma lo scorso 29 giugno dal sottufficiale della Marina Militare Giuseppe Franco, ora in carcere. “Mi aveva minacciato: avrebbe ammazzato me e le mie amiche se avessi tentato di scappare e a un certo punto ho temuto veramente per la mia vita. Non potevo fare altro che assecondarlo” ha raccontato la ragazzina.

Lo stupro è avvenuto in un piccolo parco a due passi da piazzale Clodio, sede della cittadella della giustizia di Roma e a due passi da una delle sedi Rai presenti a Roma in zona Prati. Al termine del racconto della giovane, il quadro accusatorio contro il militare è uscito rafforzato. “Si è avvicinato a me dicendo che era un poliziotto e che doveva multarci perché stavamo bevendo. Mi è sembrato strano ma poi ha mostrato il tesserino. Abbiamo domandato cosa c’era di sbagliato nel bere una birra, lui ha obiettato che faceva il suo dovere nel far rispettare la legge e che aveva il compito di portarci in questura per identificarci. Soltanto io però avevo i documenti e cosi ha preteso lo seguissi da sola. Ha fatto passare la scelta come un favore che stava facendo a me e alle mie due amiche per non perdere tempo inutile”.

L’adolescente che nel corso del racconto è scoppiata più volte in lacrime, ha sottolineato anche come l’uomo è apparso convincente. La quindicenne ha ricordato gli attimi successivi all’ingresso nella parco alle spalle di via Teulada: “Mi sembrava strano quel tragitto, ho manifestato le mie perplessità. Ho avuto tanta paura quando lui, dopo avermi portato in questo posto abbandonato, mi ha mollato uno schiaffo in faccia con una violenza tale da rompermi i capillari di un occhio. Poi quando mi ha steso a terra e bloccato da dietro, tappandomi bocca e naso, ha cominciato a stringermi forte il collo. Lì ho pensato che mi avrebbe ucciso…” ha riferito al ragazza scoppiando in un pianto disperato. Una volta terminata la deposizione della giovane, sono state chiamate a testimoniare le due ragazzine presenti quella sera, che hanno confermato la versione fornita dalla loro amica.