Tariffario di una prostituta: “Le colombiane si vendono a 30 euro, io 70”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Gennaio 2015 11:58 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2015 11:58
"Le colombiane si vendono a 30 euro, io 70": tariffario di una prostituta

“Le colombiane si vendono a 30 euro, io 70”: tariffario di una prostituta

ROMA – “Le colombiane si vendono a 30 euro, io minimo 70”. Questo il tariffario corrente della strada secondo una prostituta brasiliana di Fermo, raggiunta dal quotidiano Il Mattino. Nicoletta (nome di fantasia) ha 32 anni e da sei vive in Italia: prima di stabilizzarsi nelle Marche ha vissuto a Bologna, Roma e Pescara.

In un mese riesce a tirar su circa 3 mila euro. “Poco, perché c’è la crisi“. E la concorrenza low cost delle colombiane, svendute sulla strada a 30 euro dai loro papponi-usurai. Nicoletta invece è riuscita ad affrancarsi dal giro di sfruttamento, grazie ad un avvocato, conosciuto a Pescara, che l’ha “aiutata a prendere la cittadinanza”. A quel punto ha fatto i bagagli, si è trasferita a Fermo e ha preso casa da sola: una scelta antieconomica, che le costa 400 euro di affitto al mese, ma che le consente di essere libera.

Vorrebbe “cambiare vita”, racconta, ma non necessariamente lavoro. Le piacerebbe “pagare il Governo, non i paponi”, come li chiama lei, che “si arricchiscono alle mie spalle, nascondendosi dietro un mestiere regolare”. Aggiungendo anche considerazioni macroeconomiche: “Regolarizzare il lavoro delle prostitute aiuterebbe l’Italia a uscire dalla crisi”.

“Il giro di prostituzione crea una mafia – riferisce al Mattino – gli sfruttatori si mettono insieme e affittano case, è un giro stratosferico anche negli alberghi e nei finti bed & breakfast. C’è chi vive da Re con la diaria giornaliera delle prostitute”. I contratti di affitto “non sono regolari, si paga molto di più. […]

“Il papone prende un canone giornaliero da usura, dai 50 ai 70 euro a prostituta al giorno. Le clandestine sono costrette a tenere la bocca chiusa e a pagare il prezzo stipolatto” (voleva dire stipulato). Gli sfruttatori “si spartiscono una barca di soldi e alcune ragazze servono anche per altri giri, come la droga e la merce contraffatta”.

Poi c’è tutto un giro d’affari che gira intorno al prodotto-prestazione:

“Chi mette l’annuncio sulla bacheca costa da 75 a 150 euro a settimana – elenca Nicoletta – la presenza settimanale sui giornalini di incontri costa altri 40 euro e io pago 150 euro ogni foto che faccio”. La rete del reclutamento “è organizzata dalle prostitute anziane che spesso ancora lavorano, coadiuvate da malavitosi che hanno con loro legami sentimentali”.

Tra Porto Sant’Elpidio, Civitanova, Macerata, Lido di Fermo, Porto Recanati e Numana “ci sono 420 prostitute, perlopiù senza documenti, protette dai paponi che le alloggiano al prezzo di 50-70 euro al giorno” spiega Nicoletta. Chi lavora in strada “ha una tutrice e c’è una tariffa da pagare, il posto sulla strada costa 3mila euro ed è rivendibile”.