Torino: 13enne violentata da branco per 7 mesi: “Zitta o mandiamo foto a mamma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2015 9:17
Torino: 13enne violentata da branco per 7 mesi: "Zitta o mandiamo foto a mamma"

Torino: 13enne violentata da branco per 7 mesi: “Zitta o mandiamo foto a mamma”

TORINO – Una ragazzina di 13 anni violentata per 7 mesi da un branco di ragazzini suoi coetanei: ragazzi che solo in pochi casi hanno raggiunto i 14 anni. E’ successo a Torino e, scrive Niccolò Zancan su La Stampa, sette mesi è l’arco di tempo passato dall’inizio delle violenze al momento in cui la ragazzina ha confessato tutto. La portavano in garage e la filmavano durante i rapporti. Foto e video con minaccia: “Se non fai quello che ti diciamo facciamo vedere tutto a tua madre”. E così hanno fatto.

Zancan scrive che nel quartiere tutti sapevano, ma nessuno parlava:

Torino, quartiere Falchera. Dopo questa scuola media, c’è una cornice di palazzoni alti. E poi, campi, baracche agricole, l’autostrada per Milano. Per sette mesi, «Margherita», anche lei 13 anni, è stata abusata da un branco di ragazzini. «Una banda», dice quello con il pallone. «Sono in quindici. Hanno i motorini, sentono l’hip-hop. Sono loro che mi hanno raccontato…». Andavano in un garage abbandonato, riprendevano con i telefonini. Giorno dopo giorno. Foto dopo foto. Non era più un gioco, ammesso che lo fosse mai stato, ma un ricatto: «Se non fai quello che vogliamo noi, mandiamo le foto a tua madre». Quelli del branco se ne vantavano in giro. Gli altri ragazzini del quartiere sapevano. Tutti commentavano e la storia andava avanti da settembre, totalmente ignorata dal mondo degli adulti.

Zancan racconta che il branco si è vendicato mandando delle foto esplicite alla madre dopo che la ragazzina ha provato a ribellarsi:

Però Margherita non ci voleva più andare nel garage. Stava male, arrivava sempre più tardi a scuola, si ribellava. A un’amica aveva detto: «Non mi lasciano in pace, non ce la faccio più, sto malissimo». Litigate furiose in mezzo alle strade del quartiere, altre violenze nel garage. Altri tentativi di scappare. Il senso ingiusto di vergogna che la inchiodava. Dopo le feste di Natale, era convinta di essersi finalmente liberata da quell’incubo. Ma il 20 gennaio sua madre, tornando a casa dal lavoro, ha trovato una busta anonima nella buca delle lettere. Dentro c’era una fotografia scioccante. Era la vendetta del branco. È stato a quel punto che il mondo degli adulti ha capito. Margherita ha raccontato ogni cosa, piangendo.