Torino, prostitute in vetrina: il “bordello” in scena al Teatro Colosseo FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 11:24 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 11:24
Torino, prostitute in vetrina: il "bordello" in scena al Teatro Colosseo

Torino, prostitute in vetrina: il “bordello” in scena al Teatro Colosseo

TORINO – Al Teatro Colosseo di Torino spuntano le prostitute in guêpière in vetrina.

La gente si ferma davanti e guarda divertita non sapendo di sorridere alle attrici e agli attori di Luciano Melchiorra, ideatore e regista di quello che La Stampa chiama “bordello artistico”.

Lo spettacolo è intitolato “Dignità autonome di prostituzione” e cerca di rispondere alla domanda: “Qual è il mestiere più antico del mondo: l’artista o la prostituta?“. “Dignità autonome di prostituzione”andrà in scena giovedì 16 ottobre ore 20, venerdì 17 e sabato 18 ottobre ore 21.

Spiega Melchiorra sul sito del Teatro Colosseo:

“Molto si è provato a dire di questo spettacolo, la giornalista Lorenza Fruci ha definito impresa ardua raccontare questo evento, poiché si può soltanto vedere e vivere: ed è così che inauguriamo la nuova stagione, volendovi tutti presenti. Non aspettatevi una serata convenzionale dove si prende posto aspettando che il sipario si apra. Qui la serata inizia subito, non appena si varca la soglia: farete ingresso nella “Casa chiusa dell’Arte”, dove potrete concludere degli “affari”, poiché l’Arte degli attori/attrici che più vi avranno..sedotto, si acquista! L’Arte si riappropria della sua dignità, chiedendo un compenso per le emozioni che sa dare: lo slogan è infatti “mi paghi prima, ed anche dopo, se ti è piaciuto”. Gli spettatori/clienti che saranno abbordati, potranno godere di “pillole di piacere teatrale”. Al di fuori del comune, al di fuori dal palco: infatti avrete anche l’occasione di visitare il Teatro nudo e crudo nei suoi angoli più privati, non accessibili al pubblico nelle serate “normali”. Sarete amanti di testi classici, comici, e poi di giocolieri, cantanti, ballerini e musicisti, mimi, attori, tutti impegnati a vanificare le distanze che un palcoscenico di norma stabilisce tra Arte e pubblico. Lo spettatore sarà direttamente coinvolto e si troverà a pensare che il tempo è tiranno, perché li vorrebbe “amare” tutti. Il finale è un’esplosione di emozioni, colori, musica, energia. Uno spettacolo che vive dal 2007, mai uguale a se stesso, un cuore vivo e pulsante. 54 edizioni e più di 350.000 spettatori. La Casa chiusa dell’Arte, è aperta!!”

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