Transessuali, a Palermo il primo ambulatorio dedicato al “terzo sesso” (video)

Pubblicato il 23 Gennaio 2013 12:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 13:15
Transessuali, a Palermo il primo ambulatorio a loro dedicato

Transessuali, a Palermo il primo ambulatorio a loro dedicato

PALERMO – Il prossimo 14 febbraio, all’interno dell’Ospedale Civico di Palermo aprirà il primo ambulatorio destinato esclusivamente ai transessuali, operati o non.  La struttura si chiamerà “ambulatorio per l’equità di genere”e le visite si svolgeranno due volte al mese. Pur mancando circa tre settimane alla su apertura, la struttura ha già cominciato a raccogliere le prenotazioni.

L’ambulatorio per il “terzo sesso” è stato fortemente voluto dal primario di Ginecologia e Ostetricia Luigi Alìo. Tra i supporter dell’iniziativa c’è il regista spagnolo Pedro Almodovar. Spiega Alìo: “La richiesta è partita proprio dai pazienti. Molti di loro ci hanno raccontato di non sapere come muoversi e di essere costretti, anche per ragioni di riservatezza, a rivolgersi ai privati oppure a presentarsi in ambulatorio in orari non consentiti, proprio per la l’imbarazzo di farsi vedere dagli altri”.

Oltre ad occuparsi di malattie sessualmente trasmissibili, il servizio punta a trasformarsi in un preludio di “chirurgica per il cambiamento del sesso – spiega il primario – Ma questo solo in una fase successiva, qualora ci fosse una richiesta crescente e d’accordo con la direzione generale”.

L’unico precedente italiano era Bologna, spiega ancora Alìo. A Roma e Firenze ci sono strutture dedicate esclusivamente ai trans ma si occupano prevalentemente di fornire terapie ormonali. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il regista spagnolo Pedro Almodovar. Ancora il primario di ginecologia: “Ci siamo messi in contatto con colleghi di altri Paesi e con esperti vicini allo staff di Almodovar che in Spagna promuove iniziative simili”.

Se l’Arcigay di Palermo parla di “notizia fantastica”, sull’utilità dell’ambulatorio il mondo trans si divide: “Così ancora una volta ci ghettizzano” spiega Sandra Alvino, presidente dell’associazione italiana trans.