Treviso. Video hard di minori sul pc scaricati per errore: processato e assolto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2014 14:09 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2014 14:09
Treviso. Video hard di minori sul pc scaricati per errore: processato e assolto

Treviso. Video hard di minori sul pc scaricati per errore: processato e assolto

TREVISO – Sul suo computer era stato trovato un video hard con due minori come protagonisti. Un file che è costato un processo ad un uomo di 45 anni originario di Treviso con l’accusa di pedopornografia. Il video però non era stato scaricato volontariamente dall’uomo. Scaricando un film da un sito peer to peer l’uomo ha scaricato per errore il video pedopornografico. Ora il giudice ha riconosciuto l’errore e scagionato l’uomo, che ha visto le accuse contro di lui archiviate.

Il Gazzettino spiega che l’uomo rischiava una condanna fino a 3 anni di reclusione:

“Difeso dall’avvocato Federico Vianelli, dopo aver sempre professato la propria innocenza, è stato assolto con formula piena perchè il fatto non sussiste. Il 45enne era finito nel mirino della Procura di Catania che, nel 2012, aveva sgominato un vasto traffico di foto e filmati pedopornografici fatti circolare in rete in tutt’Italia.

La posizione dell’uomo finì, per competenza territoriale, alla Procura di Venezia la quale, analizzati gli elementi di prova, chiese l’archiviazione del fascicolo. Il gip però mandò avanti il processo decretando l’imputazione coatta del 45enne, che finì così di fronte al giudice di Treviso”.

Ma nel corso del processo le prove hanno dimostrato l’errore:

“In sostanza nel corso del procedimento è emersa la totale buona fede dell’imputato il quale, appassionato di fotografia e musica, utilizzando un peer to peer (uno di quei programmi utilizzati per scaricare file in internet) si è trovato senza saperlo a salvare sul proprio computer il video incriminato. A supporto della tesi difensiva (condivisa anche dalla Procura di Treviso che ha chiesto l’assoluzione) il fatto che nelle chiavette Usb, negli hard disk esterni e nella memoria del computer non ci fosse traccia di nessun file pedopornografico”.