Urla di essere stata violentata e fa uccidere il “molestatore”. Ma mentiva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2014 9:54 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2014 9:54
Latiqwa Mayes

Latiqwa Mayes

ROMA – Finge di esser stata violentata, urla e aizza il padre e dei passanti a picchiare il presunto molestatore fino alla morte. Ma era tutta una messa in scena per vendicarsi.

È la storia di Latiqwa Mayes, 20 anni, di Baltimora nel Maryland, condannata insieme al padre a 6 anni di carcere per omicidio.

Tutto è successo un anno fa. Era il 2 settembre e la ragazza stava camminando in strada nella sua città quando ha riconosciuto Donald Robinson. Era infuriata con quell’uomo: pochi mesi prima aveva fatto irruzione nella stanza che condivideva in una pensione con un’altra ragazza, aveva devastato tutto e aveva aggredito la sua coinquilina. Cercando vendetta Latiqwa Mayes iniziò ad urlare “Mi ha violentata. È un molestatore sessuale” attirando il padre della ragazza, Willie Mayes  e alcuni passanti. L’uomo è stato preso a calci e pugni mentre la ragazza lo cospargeva di spray al peperoncino. Ad aggressione conclusa Donald, privo di conoscenza, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale più vicino dove è morto poche ore più tardi a causa delle lesioni interne.