Ventimiglia, baby prostitute per 30 euro. Parla una madre: “Soffro come fosse morta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2014 15:43 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2014 15:43
Ventimiglia, baby prostitute per 30 euro. Una delle madri: "Soffro come fosse morta"

Ventimiglia, baby prostitute per 30 euro. Una delle madri: “Soffro come fosse morta”

VENTIMIGLIA (IMPERIA) – “La mia bimba non è una prostituta. Soffro come fosse morta” dice la mamma di una delle minori di Ventimiglia coinvolte in un giro di prostituzione.

Parole riportate da Andrea Pasqualeto del Corriere della Sera:

«Mai avrei immaginato una cosa del genere… tu hai figli?», chiede Luisa per dire che è difficile controllare e sapere tutto. Lei pensava che in quei pomeriggi invernali Giulia stesse studiando o giocando o parlando di ragazzi e di storie.

E invece da un mese fissava appuntamenti con uomini maturi, dai 25 ai 50 anni. «Password Nutella… concordavamo la cifra con la quale avrebbero dovuto pagarci. Per un rapporto a tre 150 euro a testa», ha raccontato agli inquirenti, ricordando che le tariffe erano variabili e potevano scendere fino a quota 30 «per rapporti non completi».

Si divertivano a selezionare i clienti, avendo solo l’imbarazzo della scelta. Poi andavano e si vendevano. Gli uomini del vicequestore Giuseppe Ruggiero hanno trovato centinaia di contatti per 500 pagine di tabulati telefonici da passare al setaccio, dall’ottobre dello scorso anno. Vogliono capire se oltre ai cinque clienti già denunciati per prostituzione minorile ce ne siano altri da segnalare.
Luisa non può crederci: «Io devo proteggerla», ripete come un ritornello. Teme per il futuro di sua figlia, per quello che può succederle in questi giorni di esposizione mediatica. Giulia e Mary continueranno infatti la loro vita di sempre, di studentesse, senza troppi cambiamenti. Sono assistite da una paio di psicologi, ma nulla più. È come se fossero entrate in un pericoloso videogioco durato un mese per poi risvegliarsi di colpo. «Non si sono rese conto dei rischi, potevano essere preda di maniaci, di ricattatori, di gente senza scrupoli», ricordano gli investigatori. Prima dell’annuncio Giulia scriveva sul diario i suoi sogni di adolescente, una gita con Matteo, «sono innamorata di…», la musica di Bieber. Mary annotava le lezioni da fare a casa. Poi, improvvisamente, tutto è cambiato. Sopra gli appunti di storia, inglese e matematica sono comparsi alcuni codici e alcune cifre. Erano i clienti e gli incassi: Iam 50, Ica 30… E, in casa, sono spuntati degli strani stivali da donna. Luisa li aveva notati: «Ma pensavo fossero un regalo dell’amica, così mi aveva detto…».
La seconda vita di Giulia cresceva a sua insaputa, dietro la porta della cameretta. Agganci su Facebook, su WhatsApp, foto intime, denaro e ricariche telefoniche. Anche il padre di Mary è rimasto scioccato. Dopo una sonora strigliata ha cercato di capirla. E lei ha risposto come una bambina: «Scusami papà, non lo farò più».

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