Vergine a 58 anni. “Mi masturbo, ma la cosa peggiore è dormire da solo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 17:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 17:25
Vergine a 58 anni. "Mi masturbo, ma la cosa peggiore è dormire da solo"

Vergine a 58 anni. “Mi masturbo, ma la cosa peggiore è dormire da solo”

NEW YORK – Vergine a 58 anni. Non è il titolo di un nuovo film ma la storia di un uomo americano di Paradis, California, raccontata dal New York Magazine. Un uomo quasi sessantenne che non ha mai avuto rapporti sessuali completi ma non solo: l’unica volta che ha baciato una donna, o meglio una ragazzina, era da adolescente.

Alle spalle, un passato di abusi da parte del padre, violento anche con la madre, e un babysitter che, quando lui ha tre anni, gli chiede di praticargli una fellatio. Lui si chiude in bagno e non ne esce più.

L’uomo ha raccontato al settimanale americano di essere rimasto vergine non perché non abbia mai provato desiderio per una donna, ma perché non è mai capitata l’occasione, soprattutto, sostiene, a causa della sua timidezza.

Ha preferito non rivolgersi a delle prostitute perché temeva che, una volta provato il piacere del sesso, sarebbe stato troppo difficile rinunciarvi. E allo stesso tempo si è sempre creduto troppo timido per poter avere delle relazioni.

Continua ad eccitarsi guardando donne nude su internet, talvolta ha desiderato persone in carne ed ossa, con le quali avrebbe voluto stabilire un rapporto intimo, quell’intimità di chi “si addormenta e si sveglia fianco a fianco”. In quei casi non si masturbava mai perché non poter avere quelle donne lo farebbe soffrire.

Pensando alle donne viste su internet, invece si masturba. Lo fa ogni due o tre giorni, al massimo ogni dieci giorni. E non ha mai avuto difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Se i problemi prettamente sessuali, quindi, non ci sono, sono invece ben presenti quelli relazionali. Spesso, ha confessato l’uomo al New York Magazine,

“mi sono sentito solo. La cosa peggiore di essere vergine a 58 anni è dormire soli la notte, addormentarsi e svegliarsi al mattino ricordandosi che si è soli. E’ come svegliarsi dallo stesso incubo ogni giorno”.