“Violentata in sagrestia”. Frate di 85 anni a processo

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2015 20:58 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2015 20:58
"Violentata in sagrestia". Frate di 85 anni a processo

“Violentata in sagrestia”. Frate di 85 anni a processo

FIRENZE – Aveva cercato conforto nel convento di San Casciano, in provincia di Firenze, dopo un incidente stradale. Ma ad accoglierla ha trovato due frati che, dopo averle dato la benedizione, l’hanno costretta ad avere un rapporto sessuale. O almeno questo è quello che la giovane ha raccontato alla polizia. Uno dei due frati, di 85 anni, è stato rinviato a processo. E’ accusato di violenza sessuale di gruppo. L’altro religioso che, secondo il racconto della donna, l’avrebbe tenuta ferma mentre subiva un rapporto orale, non è stato identificato.

L’episodio risale a settembre 2013. La presunta vittima, di 28 anni, si era recata a messa perché ancora scossa per un incidente avvenuto la sera prima. Non era rimasta ferita ma era comunque sotto choc, per una discussione animata avuta con l’automobilista dell’altra vettura con cui si era scontrata. Aveva deciso perciò di attendere il frate all’uscita dalla messa per chiedere la sua benedizione. L’uomo l’avrebbe ricevuta in sagrestia e, sempre secondo il racconto della donna, dopo averle fatto il segno della croce e averle chiuso un occhio con le mani, l’avrebbe sottoposta a violenza aiutato da uno sconosciuto, tutt’ora non identificato, che la tratteneva alle spalle.

Tornata a casa la ragazza non ha detto nulla ai familiari. Ma il giorno dopo è andata in ospedale a farsi visitare. Per l’avvocato del frate, Paolo Ghetti, si tratta però di accuse surreali: “Ci riserviamo di sviluppare indagini difensive e di chiedere una perizia psichiatrica per la donna. Al momento ci sono tre racconti che riteniamo diversi, tra querela presentata ai carabinieri, sommarie informazioni rese alla pg e incidente probatorio. Ravvisiamo elementi contradditori e lacunosi, e, per certi tratti, irreali”.

La 28enne ha anche chiesto un risarcimento di un milione di euro perché non più in grado, dopo quel fatto, di frequentare luoghi di culto. Il processo comincerà l’8 gennaio 2016 davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Firenze.